{"id":1041,"date":"2025-03-17T11:10:48","date_gmt":"2025-03-17T10:10:48","guid":{"rendered":"https:\/\/plantvoice.farm\/?p=1041"},"modified":"2025-05-19T07:55:42","modified_gmt":"2025-05-19T05:55:42","slug":"malattie-dellulivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/malattie-dellulivo\/","title":{"rendered":"Malattie dell\u2019ulivo [olivo]: come risolverle?"},"content":{"rendered":"<p>Sebbene l\u2019ulivo sia considerata una pianta resistente e in grado di durare nel tempo anche a condizioni piuttosto impervie, non \u00e8 certo possibile escludere che possa essere interessata da <strong>malattie dell\u2019ulivo (olivo) <\/strong>in grado di mettere a serio rischio la produzione e la sostenibilit\u00e0 stessa della pianta.<!--more--><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, in questa guida, abbiamo voluto fare il punto su quali siano le caratteristiche delle principali patologie di cui l\u2019ulivo pu\u00f2 soffrire, soffermandoci poi sulle specificit\u00e0 delle malattie batteriche e di quelle fungine, e infine introducendo un\u2019innovazione tecnologica che far\u00e0 la differenza tra un uliveto forte e in salute, e uno povero e improduttivo.<\/p>\n<h2>Le malattie batteriche dell\u2019ulivo o olivo<\/h2>\n<p>Cominciamo questo nostro approfondimento sulle malattie dell\u2019ulivo con le patologie di origine batterica. Purtroppo, di questa gamma di malattie dell\u2019ulivo si \u00e8 parlato molto spesso nel corso degli ultimi anni, con la Xylella che \u00e8 salita alla ribalta della cronaca per aver falcidiato ampi uliveti in Puglia, e non solo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questo, per\u00f2, l\u2019unico batterio che pu\u00f2 mettere a serio rischio la sostenibilit\u00e0 della propria coltivazione agricola.<\/p>\n<h3>Rogna<\/h3>\n<p>Ancora pi\u00f9 frequente della Xylella \u00e8 infatti la <strong>rogna<\/strong>, una delle malattie pi\u00f9 frequenti dell\u2019ulivo. Causata da un batterio in grado di penetrare nella pianta tramite le ferite, \u00e8 spesso favorita dalla mosca dell\u2019ulivo, soprattutto se vi sono condizioni di spiccata umidit\u00e0.<\/p>\n<p>Riconoscere la rogna non \u00e8 difficile: i primi sintomi si manifestano infatti con i tipici ingrossamenti verdi, molli e lisci sui giovani germogli, sui piccioli, sui tronchi e sulle radici. I segni della rogna tendono poi a imbrunirsi e, quindi, a sfaldarsi. Sulle olive, invece, la rogna manifesta segni come delle tacche scure o delle escrescenze.<\/p>\n<p>Se non si interviene in tempo, <strong>la rogna dell\u2019ulivo pu\u00f2 determinare gravi danni<\/strong>: i rami possono infatti disseccare e morire, mentre negli apici possono formarsi gemme latenti. Con il passare del tempo, la pianta d\u2019ulivo rallenta il suo sviluppo e diventa improduttiva.<\/p>\n<p>Per scongiurare le conseguenze pi\u00f9 nocive, \u00e8 bene intervenire pulendo attentamente tutti gli attrezzi utilizzati sulla pianta e intervenire con potature limitate, che non provochino ferite estese: \u00e8 da esse, infatti, che il batterio pu\u00f2 propagarsi. \u00c8 inoltre buona abitudine eliminare tempestivamente le parti di piante malate. A scopo preventivo, si pu\u00f2 usare del rame sulle ferite da potatura e installare delle trappole per la mosca dell\u2019olivo.<\/p>\n<h3>Xylella<\/h3>\n<p>Torniamo dunque a parlare di <strong>Xylella<\/strong>, un batterio che ha purtroppo riguardato tantissimi agricoltori pugliesi, e non solo. il problema si manifesta inizialmente con un disseccamento degli apici fogliari, per poi passare ad attaccare le branche principali della pianta, determinandone la morte.<\/p>\n<p>Il batterio, di tipo Gram negativo, vive e si riproduce dentro i vasi xilematici, che consentono il circolo di acqua e sali minerali all\u2019interno della pianta di oliva.<\/p>\n<p>Purtroppo, <strong>contrastare la Xylella \u00e8 molto difficile<\/strong>: il batterio ha infatti diverse piante ospiti come il mandorlo e l\u2019oleandro, e molte sono spontanee. Per quanto concerne il vettore, \u00e8 stato da tempo identificato nella <em>Philaenus spumarius<\/em>, o sputacchina media, un insetto che punge la pianta favorendo la propagazione dell\u2019infezione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1042\" src=\"https:\/\/plantvoice.farm\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/ulivo-pianta-1-1024x684.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"684\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/plantvoice.farm\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/ulivo-pianta-1-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/plantvoice.farm\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/ulivo-pianta-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3 data-pm-slice=\"1 1 []\"><span><strong>Curiosit\u00e0: Olivo o Ulivo? Scopri la Differenza tra i Due Termini<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><span>Quando si parla di questa pianta iconica del Mediterraneo, spesso sorge un dubbio linguistico: si dice <\/span><span><strong>olivo<\/strong><\/span><span> o <\/span><span><strong>ulivo<\/strong><\/span><span>? Entrambi i termini sono corretti, ma hanno sfumature diverse che vale la pena approfondire.<\/span><\/p>\n<p><strong>Origine e Uso dei Termini<\/strong><\/p>\n<p><span>La parola <\/span><span><strong>\"olivo\"<\/strong><\/span><span> deriva dal latino <\/span><span><em>olivum<\/em><\/span><span> e viene utilizzata prevalentemente in ambiti tecnici, botanici e agricoli. \u00c8 il termine pi\u00f9 diffuso nei testi scientifici e nelle pubblicazioni specializzate.<\/span><\/p>\n<p><span>La variante <\/span><span><strong>\"ulivo\"<\/strong><\/span><span>, invece, \u00e8 un adattamento pi\u00f9 recente e deriva dalla forma latina popolare <\/span><strong><em>olivum<\/em><\/strong><span> trasformata nel tempo dall\u2019evoluzione della lingua italiana. Questo termine \u00e8 pi\u00f9 comune nel linguaggio quotidiano e letterario, evocando spesso un\u2019immagine pi\u00f9 poetica e simbolica della pianta.<\/span><\/p>\n<h2>Le malattie fungine dell\u2019olivo<\/h2>\n<p>Di fianco alle malattie batteriche dell\u2019ulivo, occorre prendere altres\u00ec in considerazione la <strong>ricca gamma di patologie di natura fungina.<\/strong><\/p>\n<p>Le malattie derivate dai funghi, infatti, sono molto diffuse e, purtroppo, sono spesso in grado di determinare dei danni irrimediabili alle piante. Anche in questo caso, pu\u00f2 essere utile riassumere in brevit\u00e0 quali siano le caratteristiche di ciascuna delle principali ipotesi, in ordine alfabetico.<\/p>\n<h3>Antracnosi<\/h3>\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/antracnosi-nei-frutteti-e-non-solo\/\"><strong>antracnosi<\/strong><\/a> \u00e8 una malattia fungina determinata dal ruolo dell\u2019agente <em>Gloeosporium olivae<\/em>, che infetta la pianta durante la stagione autunnale. I segni pi\u00f9 evidenti della malattia sono costituiti dalla presenza di tacche infossate scure, con alone bianco, in corrispondenza delle lenticelle delle olive. Le tacche possono interessare anche l\u2019intera drupa.<\/p>\n<p>Durante la successiva stagione invernale la malattia sfocia con la comparsa di macchie sulle foglie, tonde, bianche e infossate. Sui rami invece compaiono delle macchie ocra, depresse, con un sintomo che manifesta l\u2019evoluzione avanzata della patologia.<\/p>\n<p>Per quanto concerne i rimedi, \u00e8 bene rimuovere i rami attaccati e i frutti colpiti, ripulendo poi attentamente tutti gli attrezzi. Sono ritenuti generalmente efficaci anche i trattamenti effettuati con il rame.<\/p>\n<h3>Brusca parassitaria<\/h3>\n<p>Rientra nella categoria delle malattie fungine anche la <strong>brusca parassitaria<\/strong>, determinata dall\u2019agente patogeno <em>Stictsi panizzei<\/em>. La malattia ha come primo elemento di riconoscimento la presenza di macchie di colore rosso mattone sulle foglie di ulivo, che successivamente assumono un colore bruno, con leggera depressione nella pagina inferiore, soprattutto durante l\u2019autunno, se caldo e umido.<\/p>\n<p>Se la malattia non viene intercettata e affrontata prontamente, la successiva fase evolutiva si caratterizza per la caduta delle foglie e per la perdita di produttivit\u00e0 dell\u2019ulivo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i principali rimedi, sono sempre indicati i trattamenti a base di rame.<\/p>\n<h3>Cercosporiosi<\/h3>\n<p>La terza malattia fungina della quale ci occupiamo \u00e8 la <strong>cercosporiosi<\/strong>, determinata dal fungo <em>Cercospora cladosporiodes<\/em>.<\/p>\n<p>I primi sintomi della patologia si trovano nella parte inferiore delle foglie della pianta di ulivo, dove compaiono macchie scure, dalla consistenza vellutata. Nella parte superiore delle foglie compariranno invece zone scure, clorotiche. Nella seconda fase della malattia segue la caduta delle foglie.<\/p>\n<p>Per difendersi dalla cercospora, soprattutto negli ambienti umidi, in cui la malattia pu\u00f2 manifestarsi con maggiore frequenza, \u00e8 bene utilizzare trattamenti a base di rame, nel periodo autunno \u2013 invernale.<\/p>\n<h3>Fumaggine<\/h3>\n<p>La <strong>fumaggine<\/strong> \u00e8 una delle malattie dell\u2019ulivo pi\u00f9 conosciute e fronteggiate dagli agricoltori. Determinata da agenti patogeni fungini come quelli appartenenti ai generi <em>Capnodium, Pleosphaeria, Ceratocarpia, Peyronellea, Aureobasidium, Cladosporium, Alternaria<\/em>, si manifesta coprendo foglie, germogli, rami e drupe di olivo con un rivestimento di colore scuro e di consistenza fuligginosa, da cui deriva il nome comune della malattia.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la sostanza non \u00e8 altro che il micelio e i corpi fruttiferi dei funghi che finiranno con l\u2019avvolgere le parti della pianta colpite dalla patologia, organismi polifagi che si nutrono della melata prodotta dalla pianta in seguito ad attacchi di afidi. Il danno determinato dalla fumaggine alle piante di olivo \u00e8 indiretto: non c\u2019\u00e8 una vera e propria aggressione, ma la formazione della crosta impedisce gli scambi gassosi e l\u2019attivit\u00e0 di fotosintesi, determinando cali di produzione e, nei casi pi\u00f9 gravi, la morte della pianta.<\/p>\n<p>Considerato che la malattia \u00e8 favorita dagli insetti come gli afidi e le cocciniglie, la cura non pu\u00f2 che riguardare il contrasto a questi parassiti.<\/p>\n<h3>Lebbra delle olive<\/h3>\n<p>Tra le altre condizioni patologiche fungine citiamo anche la <strong>lebbra dell\u2019olivo<\/strong>, una malattia riconoscibile quando sul frutto compare una tacca tonda e infossata di colore bruno-nerastro. Con il passare del tempo l\u2019oliva che \u00e8 colpita dalla lebbra si secca. L\u2019olio contenuto al suo interno si fa acido e torbido. Le foglie non sono generalmente interessate da questa condizione, ma quando la lebbra interessa anche il fogliame, lo fa facendo comparire delle macchie gialle, che precedono la caduta delle stesse foglie.<\/p>\n<p>La malattia \u00e8 favorita dal verificarsi di alcune condizioni come l\u2019elevata umidit\u00e0. Si pu\u00f2 dunque cercare di prevenire la lebbra effettuando potature regolari che hanno come obiettivo quello di eliminare i ristagni di umidit\u00e0. Inoltre, nel caso in cui si voglia incrementare il livello di efficacia delle azioni a contrasto, si pu\u00f2 valutare l\u2019adozione di metodi di irrigazione che evitino la bagnatura della chioma. Anche in questo scenario, dei trattamenti a base di rame, in autunno, possono essere funzionali a fronteggiare la malattia.<\/p>\n<h3>Micosi delle olive<\/h3>\n<p>La <strong>micosi delle olive<\/strong> \u00e8 determinata dal fungo <em>Sphaeropsis dalmatica, <\/em>un agente patogeno che si manifesta di norma nelle piante che hanno gi\u00e0 subito attacchi da parte delle mosche dell\u2019olivo. La micosi delle olive si manifesta con la presenza di macchie necrotiche sul frutto, infossate, tonde, con bordo pi\u00f9 chiaro in rilievo, e altre macchie di colore nero.<\/p>\n<p>Per difendersi dalla malattia della micosi delle olive, l\u2019azione di contrasto mira ad aggredire l\u2019insetto che la provoca.<\/p>\n<h3>Occhio di pavone<\/h3>\n<p>L\u2019<strong>occhio di pavone<\/strong> \u00e8 un\u2019altra malattia fungina che pu\u00f2 colpire la pianta dell\u2019ulivo. Prodotta dal fungo <em>Spiloceae oleaginea<\/em>, la malattia ha come sintomo pi\u00f9 evidente la presenza di macchie circolare sulle foglie, pi\u00f9 o meno estese, simile a dei piccoli occhi, soprattutto quando le macchie, nella seconda fase, si fanno di colore grigio e sono circondate da un alone giallo.<\/p>\n<p>Gradualmente, la foglia tende a ingiallire e a cadere, sottraendo cos\u00ec della superficie utile per la fotosintesi della pianta e danneggiando la salute dell\u2019intero ulivo.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, la migliore difesa contro questa malattia fungina \u00e8 la prevenzione: i trattamenti a base di rame sono sempre consigliabili.<\/p>\n<h3>Septoriosi<\/h3>\n<p>Derivata dal fungo <em>Septoria<\/em>, la <strong>septoriosi<\/strong> \u00e8 una malattia che provoca la comparsa di macchie chiare o brune nelle piante di olive gi\u00e0 indebolite. Per prevenire e trattare questa patologia valgono le stesse regole gi\u00e0 viste per le altre malattie fungine.<\/p>\n<h2>Malattie del tronco dell\u2019ulivo - olivo<\/h2>\n<p>Nelle scorse righe abbiamo parlato in maniera diffusa delle malattie dell\u2019ulivo, soffermandoci in particolar modo su quelle che causano prevalenti problemi al fogliame.<\/p>\n<p>Possiamo qui occuparci anche delle malattie del tronco dell\u2019ulivo, ovvero di quelle condizioni patologiche che colpiscono anche o soprattutto il tronco della pianta, ponendone a rischio la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Sebbene di alcune di queste abbiamo gi\u00e0 accennato nelle scorse righe, giova riepilogarle in una tabella di pratica consultazione.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Malattia<\/strong><\/td>\n<td width=\"236\"><strong>Sintomi<\/strong><\/td>\n<td width=\"245\"><strong>Cura<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Rogna dell\u2019olivo<\/strong><\/td>\n<td width=\"236\">\u00c8 una delle malattie batteriche pi\u00f9 note del tronco dell\u2019ulivo. Si manifesta con la formazione di tubercoli di varie dimensioni sul tronco, sui rami, e a volte su foglie e frutti. Il batterio responsabile della malattia pu\u00f2 penetrare nella pianta a causa di ferite da potatura o danni atmosferici, compromettendo la circolazione della linfa e creando nuovi punti di ingresso per altri patogeni.<\/td>\n<td width=\"245\">La prevenzione della malattia si basa sulla scelta delle variet\u00e0 di ulivo meno suscettibili, sulla disinfezione degli attrezzi di potatura e su trattamenti a base di rame.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Carie del legno<\/strong><\/td>\n<td width=\"236\">Provocata da diversi funghi lignivori, gli agenti hanno la capacit\u00e0 di degradare la lignina e la cellulosa, svuotando il tronco.<\/td>\n<td width=\"245\">Rimozione del legno infetto, proteggendo le ferite da potatura con mastici fungicidi e eliminando le condizioni di umidit\u00e0 eccessiva intorno al tronco.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Verticilliosi<\/strong><\/td>\n<td width=\"236\">Causata dal fungo <em>Verticillium dahliae<\/em>, \u00e8 una malattia molto pericolosa. L\u2019infezione parte dalle radici, producendo tossine e impedendo il flusso della linfa. I rami e la chioma appassiscono. Le foglie si ingialliscono e cadono.<\/td>\n<td width=\"245\">Non ci sono trattamenti curativi una volta che la pianta \u00e8 infetta. La gestione si basa dunque sulla prevenzione, usando piante esenti dal patogeno e variet\u00e0 tolleranti, oltre che evitando l\u2019impianto in terreni contaminati e mantenendo le piante in buono stato vegetativo per aumentarne la resistenza naturale.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Cocciniglia mezzo grano di pepe<\/strong><\/td>\n<td width=\"236\">La <em>Saissetia oleae<\/em>, o cocciniglia mezzo grano di pepe, \u00e8 un insetto fitofago dell&#8217;ordine dei Rincoti che pu\u00f2 infestare non solamente le foglie dell\u2019ulivo, quanto anche il tronco e i rami. Le femmine adulte degli insetti responsabili della malattia, prive di ali e fissate alla pianta, depongono fino a 2000 uova che si schiudono e si diffondono sulla pianta.<\/p>\n<p>Gli insetti in fase di sviluppo si nutrono succhiando la linfa dai tessuti vegetali sottraendo cos\u00ec energia alla pianta e causando ingiallimenti, deperimento vegetativo e riduzione della produzione. I danni indiretti, spesso pi\u00f9 gravi, sono legati all&#8217;abbondante produzione di melata, una sostanza zuccherina escreta dall&#8217;insetto che ricopre le parti colpite riducendo la fotosintesi.<\/td>\n<td width=\"245\">Per fronteggiare questa condizione \u00e8 consigliabile adottare metodi agronomici come le potature per arieggiare la chioma, oltre a quelli biologici (favorendo predatori naturali come il coleottero <em>Chilocorus bipustulatus<\/em> e il parassitoide <em>Metaphycus helvolus<\/em>) e quelli chimici, con applicazione di oli minerali o insetticidi specifici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Fleotribo<\/strong><\/td>\n<td width=\"236\">Il fleotribo o \"punteruolo dell&#8217;olivo\" (Phloeotribus scarabaeoides) \u00e8 un coleottero scolitide particolarmente pericoloso, poich\u00e9 in grado di scavare gallerie sotto la corteccia, sufficientemente ampie da compromettere la funzionalit\u00e0 vascolare della pianta.<\/p>\n<p>I danni principali sono causati sia dalle citate gallerie di riproduzione scavate dagli adulti, sia dalle gallerie trofiche che gli adulti della nuova generazione scavano all&#8217;inserzione dei germogli dell&#8217;anno o alla base delle infiorescenze. Il risultato \u00e8 un graduale disseccamento di rametti, germogli e infiorescenze, con conseguente riduzione della produzione. In caso di forti infestazioni, intere branche possono disseccarsi e le piante giovani possono anche morire.<\/td>\n<td width=\"245\">Per gestire il problema si suole applicare un trattamento insetticida localizzato sui tronchi e sui rami principali durante il periodo di maggiore attivit\u00e0 degli adulti.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Bostrico dell\u2019olivo<\/strong><\/td>\n<td width=\"236\">Infine, il bostrico dell&#8217;olivo, noto come Hylesinus oleiperda, altro coleottero simile al fleotribo ma con caratteristiche biologiche ed ecologiche distintive. Di dimensioni leggermente maggiori \u00e8 una grave minaccia per la salute del tronco e dei rami dell&#8217;ulivo, specialmente in oliveti trascurati o in condizioni di stress.<\/p>\n<p>Il bostrico predilige inoltre il legno pi\u00f9 vecchio e di maggiore diametro, come il tronco e le branche principali, dove scava gallerie pi\u00f9 profonde che possono raggiungere il legno. Il suo ciclo biologico prevede generalmente una sola generazione annuale. I danni principali sono causati dall&#8217;interruzione dei vasi linfatici e dalla conseguente compromissione del flusso della linfa.<\/td>\n<td width=\"245\">Per fronteggiare la malattia ci si concentra di norma su misure preventive mantenendo le piante in buono stato vegetativo, effettuando potature corrette evitando tagli eccessivi, proteggendo le ferite di potatura con mastici specifici, e rimuovere prontamente i rami fortemente infestati. In caso di attacchi significativi, si applicano insetticidi localizzati sul tronco e sulle branche principali durante il periodo di sfarfallamento degli adulti.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2>L\u2019ecosistema Plantvoice per il benessere delle piante<\/h2>\n<p>Considerata la pericolosit\u00e0 delle malattie dell\u2019ulivo, soprattutto quando le patologie non sono prevenute e fronteggiate tempestivamente, diventa fondamentale dotare la propria coltivazione di un sistema di monitoraggio della salute delle piante che possa garantire un&#8217;analisi in tempo reale della linfa.<\/p>\n<p>L\u2019ecosistema Plantvoice \u00e8, in tale ambito, l\u2019evoluzione tecnologica di maggiore rilievo nel settore: a differenza dei metodi tradizionali che osservano l&#8217;ambiente esterno, questo sistema brevettato internazionalmente opera direttamente dall&#8217;interno della pianta.<\/p>\n<p>Il cuore di Plantvoice \u00e8 infatti costituito da un dispositivo fitocompatibile minimamente invasivo che, inserito nel fusto, funziona come un \"elettrocardiogramma vegetale\", monitorando salinit\u00e0 e flussi linfatici. I dati raccolti vengono elaborati in cloud da un software basato su intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>L\u2019approccio \"sensoristica as-a-service\" consente agli agricoltori di:<\/p>\n<ul>\n<li>rilevare precocemente stress idrico, ottimizzando l&#8217;irrigazione<\/li>\n<li>identificare l&#8217;insorgenza di patogeni fungini e batterici prima che si diffondano<\/li>\n<li>verificare l&#8217;efficacia dei trattamenti agronomici in tempo reale<\/li>\n<\/ul>\n<p>Grazie a Plantvoice, dunque, gli agricoltori possono massimizzare rese e qualit\u00e0 delle produzioni, utilizzando in modo ottimale risorse preziose come acqua, fertilizzanti e fitofarmaci, per un&#8217;agricoltura pi\u00f9 sostenibile ed efficiente.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9, <a href=\"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/#demo\"><strong>\u00e8 possibile contattarci a questi recapiti<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebbene l\u2019ulivo sia considerata una pianta resistente e in grado di durare nel tempo anche a condizioni piuttosto impervie, non \u00e8 certo possibile escludere che possa essere interessata da malattie dell\u2019ulivo (olivo) in grado di mettere a serio rischio la produzione e la sostenibilit\u00e0 stessa della pianta.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1046,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"content-type":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}