{"id":1585,"date":"2025-06-23T13:32:49","date_gmt":"2025-06-23T11:32:49","guid":{"rendered":"https:\/\/plantvoice.farm\/?p=1585"},"modified":"2025-06-23T13:32:49","modified_gmt":"2025-06-23T11:32:49","slug":"malattie-del-pesco-bolla-del-pesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/malattie-del-pesco-bolla-del-pesco\/","title":{"rendered":"Malattie del pesco: bolla del pesco"},"content":{"rendered":"<p>Tra le <strong>malattie del pesco <\/strong>pi\u00f9 temute dagli agricoltori, la <strong>bolla del pesco <\/strong>rappresenta certamente una delle pi\u00f9 conosciute: provocata da un patogeno fungino, \u00e8 riconoscibile per una serie di sintomi piuttosto tipici che \u2013 come vedremo \u2013 contribuiscono a renderla facilmente individuabile, ma difficilmente curabile con sicura efficacia.<!--more--><\/p>\n<h2>I sintomi e l\u2019evoluzione della bolla del pesco<\/h2>\n<p>I <strong>sintomi della bolla del pesco <\/strong>iniziano gi\u00e0 poco dopo la gemmazione: le foglie tendono a incresparsi, ispessirsi e, quindi, a deformarsi. Nel momento in cui l\u2019agricoltore si rende conto di tali segnali, purtroppo, il fungo \u00e8 gi\u00e0 in azione, essendo penetrato nella foglia e avendo iniziato la sua azione distruttiva nei confronti della pianta.<\/p>\n<p>In un secondo momento, poi, <strong>le foglie iniziano ad assumere una colorazione rossastra, verde chiara o biancastra<\/strong>. Quindi, si evolvono in una colorazione pi\u00f9 scura, con una trasformazione che anticipa di poco la definitiva morte di questa parte della pianta, con il distacco e la caduta delle foglie.<\/p>\n<p>Quel che avviene in conseguenza di questa condizione \u00e8 presto detto: non solo l\u2019aspetto estetico della pianta \u00e8 compromesso, ma la vita stessa dell\u2019albero \u00e8 posta a serio rischio, considerato che non potr\u00e0 pi\u00f9 avvantaggiarsi della presenza delle foglie che alimentano i frutti catturando l\u2019energia solare. Il raccolto risulter\u00e0 dunque pi\u00f9 modesto o, nella peggiore delle ipotesi, assente.<\/p>\n<p>La bolla del pesco \u00e8, peraltro, una condizione patologica che pu\u00f2 riguardare a lungo la sostenibilit\u00e0 della pianta. L\u2019albero diventa infatti molto meno resistente e, dunque, la formazione dei boccioli per l\u2019anno successivo potrebbe risultare faticosa.<\/p>\n<p>Sebbene raramente il fungo finisca con l\u2019infestare i frutti, se l\u2019albero \u00e8 interessato dall\u2019azione di questa patologia per molto tempo, \u00e8 possibile che finisca con il deperirsi e morire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I rimedi per la bolla del pesco<\/h3>\n<p>Ora che abbiamo imparato a riconoscere i sintomi della bolla del pesco, possiamo fare un piccolo passo in avanti e domandarci <strong>quali siano i rimedi pi\u00f9 efficaci per questa patologia<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo compito dell\u2019agricoltore dinanzi a questa malattia del pesco \u00e8 certamente quella di <strong>compensare la defogliazione<\/strong> che, come abbiamo visto, \u00e8 il sintomo pi\u00f9 immediato dell\u2019azione fungina.<\/p>\n<p>Per riuscire in questo obiettivo, \u00e8 consigliabile procedere con una concimazione aiutandosi con un fertilizzante adatto. \u00c8 inoltre suggerita la raccolta immediata delle foglie cadute, riducendo cos\u00ec il potenziale dell\u2019infezione. I rami colpiti dal fungo dovrebbero inoltre essere eliminati e distrutti, al fine di contenere la diffusione dell\u2019agente patogeno sull\u2019albero.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda poi la tempistica dei primi trattamenti fitosanitari, <strong>\u00e8 consigliabile intervenire ancora prima della gemmazione<\/strong>, nel momento in cui le gemme iniziano a ingrossarsi. La tempistica dipender\u00e0 principalmente dalla zona di coltivazione e dalle condizioni del meteo, ma \u00e8 generalmente consigliabile intervenire gi\u00e0 sul finire dell\u2019anno, nel mese di dicembre.<\/p>\n<p>In ogni caso, \u00e8 consigliabile sottoporre il pesco a tre trattamenti complessivi.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 la ripetizione dell\u2019applicazione nei periodo di pioggia con temperature medie giornaliere superiori a 8 gradi, a distanza di 10 giorni. Il secondo approccio, in caso di siccit\u00e0 e con temperature inferiori a 8 gradi, attendendo pi\u00f9 tempo prima della ripetizione del trattamento. Il terzo e ultimo approccio, dopo che le gemme saranno sbocciate, non appena si scorgeranno le punte verdi delle foglioline, sempre prima della fioritura.<\/p>\n<p>Durante i trattamenti \u00e8 poi opportuno usare <strong>prodotti a base di rame e specifici fungicidi per il pesco<\/strong>.<\/p>\n<p>Il rame \u00e8 infatti un fungicida largamente accettato anche in agricoltura biologica grazie alla sua bassa tossicit\u00e0 e all\u2019intensit\u00e0 dell\u2019azione, che dipende naturalmente anche dal tipo di composto contenuto, che pu\u00f2 essere nella forma di idrossido, cloruro, ossido o solfato di rame, combinato ad idrossido di calcio nei prodotti nota come <em>poltiglia bordolese<\/em>.<\/p>\n<p>I prodotti rameici hanno uno spettro piuttosto ampio e un\u2019azione collaterale contro le altre patologie fungine del pesco. Il rame pu\u00f2 infatti rivelarsi particolarmente utile nei confronti del corineo, che pu\u00f2 determinare l\u2019impallinatura delle foglie e causare maculature sui frutti, e ancora contro <em>Cytospora Necria <\/em>e <em>Phomopsis<\/em>, che causano il cancro dei rami, e ulteriormente contro <em>Xanthomonas arboricola pruni <\/em>e <em>Pseudomonas<\/em>, che possono determinare morie e deperimenti nelle piante del pesco.<\/p>\n<p>In ogni caso, qualsiasi sia il trattamento scelto, \u00e8 sempre consigliabile seguire con attenzione le indicazioni riportate in etichetta per quanto concerne i dosaggi e le modalit\u00e0 di utilizzo.<\/p>\n<p>In aggiunta a ci\u00f2, \u00e8 sempre consigliabile accompagnare l\u2019applicazione del trattamento con una potatura invernale che <strong>risulter\u00e0 essere funzionale per arieggiare la chioma e per ridurre l\u2019umidit\u00e0 interna all\u2019albero<\/strong>, un fattore di rischio che pu\u00f2 favorire le infezioni.<\/p>\n<p>Infine, se si nota che le foglie sintomatiche sono in un numero limitato sulla chioma della piante, \u00e8 buona regola quella di raccoglierle ed eliminarle prima che disperdano nuovi propaguli infettanti. Un cenno \u00e8 infine attribuibile alla concimazione, che pu\u00f2 avere un effetto indiretto sull\u2019intensit\u00e0 con cui si manifesta la patologia.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019eccesso di azoto \u00e8 in grado di favorire il patogeno, poich\u00e9 i tessuti si arricchiscono di acqua, rallentando la lignificazione. Potassio e fosforo, invece, indurendo le foglie, rendono le piante meno sensibili alle infezioni e all\u2019azione deformante tipica della bolla del pesco.<\/p>\n<h2>Malattie del pesco: come prevenirle grazie alla tecnologia<\/h2>\n<p>Per fortuna, esistono numerose innovazioni che possono favorire la <strong>prevenzione della bolla e di altre malattie del pesco, <\/strong>ricorrendo a tecnologie che possono prevedere la qualit\u00e0 della produzione agricola e massimizzare la resa dei raccolti.<\/p>\n<p>Una di queste \u00e8 il nostro ecosistema <a href=\"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/#ecosystem\">Plantvoice<\/a>, un dispositivo che consente di analizzare la linfa in tempo reale, fornendo suggerimenti specifici e puntuali agli agricoltori sull\u2019uso di risorse come acqua, fertilizzanti e fitofarmaci, e contribuendo cos\u00ec a migliorare la salute delle piante.<\/p>\n<p>Il meccanismo di Plantvoice \u00e8 particolarmente avanzato e sicuro. Il sistema comprende infatti un dispositivo fitocompatibile poco invasivo, che viene inserito nel fusto della pianta e che permette di monitorare la salinit\u00e0 ed i flussi della linfa, realizzando quello che chiamiamo essere una sorta di <em>elettrocardiogramma vegetale<\/em>.<\/p>\n<p>A sua volta, il dispositivo riesce a trasmettere i dati raccolti a un software basato su intelligenza artificiale, che li elabora in cloud mediante algoritmi avanzati, individuando non solamente i segnali di stress idrico prima che diventino critici, quanto anche riconoscendo precocemente gli attacchi di funghi, batteri e altri agenti patogeni, riducendo cos\u00ec il rischio di epidemie. Plantvoice permette inoltre di analizzare la risposta della pianta ai trattamenti agronomici, migliorando cos\u00ec la gestione fitosanitaria.<\/p>\n<h2>Come funziona Plantvoice<\/h2>\n<p>A questo punto della nostra guida sulle malattie del pesco dovrebbe essere gi\u00e0 chiaro quale sia il funzionamento di Plantvoice. Per chiunque volesse saperne di pi\u00f9 riportiamo qui di seguito i 5 step che consentiranno di ottenere un completo controllo sulle proprie piante:<\/p>\n<ol>\n<li>scansione del QR code con il proprio cellulare per ottenere i dati nell\u2019app Plantvoice;<\/li>\n<li>inserimento del sensore nella pianta sentinella, per attivarlo poi dall\u2019app e creare la propria piantagione;<\/li>\n<li>controllo della dashboard per visualizzare e gestire le proprie piantagioni;<\/li>\n<li>tramite la app, controllo la piantagione o ricezione delle notifiche sullo stato di salute e sulle necessit\u00e0 delle proprie piante;<\/li>\n<li>invio dalla sonda all\u2019app di un\u2019analisi in tempo reale della linfa. In questo modo sar\u00e0 possibile monitorare il benessere delle piante e prendere le opportune decisioni sulla loro cura.<\/li>\n<\/ol>\n<h2>Le altre malattie del pesco<\/h2>\n<p>Sebbene la bolla del pesco sia la malattia pi\u00f9 comune di questa pianta, giova qui condividere come questa patologia fungina non sia certo l\u2019unica che \u2013 purtroppo \u2013 pu\u00f2 interessare le nostre coltivazioni.<\/p>\n<p>Proviamo a riassumere, brevemente, le altre principali malattie, i loro sintomi e i loro trattamenti pi\u00f9 specifici.<\/p>\n<h3>Monilia<\/h3>\n<p>Cominciamo con la <strong>monilia<\/strong>, un\u2019altra malattia fungina, determinata dal fungo <em>Monilinia spp.<\/em> La sua comparsa \u00e8 di norma segnalata dalla presenza di macchie brune sui frutti, che poi tendono a mummificarsi e a cadere. In un secondo momento i rami sono interessati da cancri che determinano gravi pregiudizi sulla sopravvivenza dell\u2019intero albero.<\/p>\n<p>Il trattamento di questa malattia prevede di norma l\u2019azione mediante fungicidi a base di rame o di zolfo. Le parti infette devono essere recise ed eliminate, al fine di evitare la propagazione della malattia alle parti sane.<\/p>\n<h3>Ruggine del pesco<\/h3>\n<p>Un\u2019altra malattia fungina che pu\u00f2 interessare il pesco \u00e8 la <strong>ruggine<\/strong>, causata dal fungo <em>Tranzschelia discolor<\/em>. La sua comparsa \u00e8 manifestata dalla presenza di pustole arancioni o marroni sulla superficie delle foglie. Anche in questo caso, il trattamento pi\u00f9 efficace tende ad essere quello con specifici fungicidi.<\/p>\n<h3>Oidio<\/h3>\n<p>Pur non tipica solo del pesco, l\u2019<a href=\"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/oidio-nelle-coltivazioni\/\">oidio<\/a> \u00e8 una delle malattie fungine che pu\u00f2 interessare questa pianta. Causata dal fungo <em>Sphaerotheca pannosa<\/em>, si presenta con sintomi tipici come la polvere bianca sulle foglie, sui rami e sugli altri frutti. Tra i trattamenti pi\u00f9 comuni troviamo quelli a base di zolfo, o altri fungicidi specifici per questa tipologia di problematica.<\/p>\n<h3>Altre malattie<\/h3>\n<p>Purtroppo, l\u2019elenco delle malattie che possono interessare il pesco non \u00e8 finito qui. Possiamo ad esempio ricordare l\u2019azione delle malattie batteriche come quelle provocate da <em>Xanthomonas arboricola pv. Pruni<\/em>, che provoca macchie brune su foglie e frutti, o ancora la cladosporiosi, con le sue macchie scure che colpiscono direttamente i frutti, e naturalmente la mosca della frutta, che provoca marciume nei frutti e caduta prematura.<\/p>\n<p>Come abbiamo accennato nelle scorse righe, <strong>ciascuna di queste condizioni richiede all\u2019agricoltore un\u2019azione specifica<\/strong>, non esistendo dei rimedi che possano valere per tutti gli scenari sopra delineati.<\/p>\n<p>Ci sono tuttavia alcune considerazioni aggiuntive che vogliamo riportare nelle parti finali della nostra guida e che riteniamo possano essere utili per potersi avvicinare con la dovuta consapevolezza alla cura delle proprie piante contro le principali malattie del pesco.<\/p>\n<p>In primo luogo, condividiamo come la prevenzione sia un passo fondamentale: trattamenti preventivi in autunno e in primavera sono sicuramente un buon viatico per garantirsi dei raccolti pi\u00f9 in salute. Inoltre, l\u2019introduzione di variet\u00e0 pi\u00f9 resistenti all\u2019interno delle proprie coltivazioni pu\u00f2 certamente ridurre il rischio di infezioni. Ricordiamo inoltre come la corretta potatura aiuti a migliorare la ventilazione e a ridurre l\u2019umidit\u00e0, limitando cos\u00ec lo sviluppo di alcune malattie.<\/p>\n<p>In caso di malattie gravi, \u00e8 infine consigliabile ricorrere a un agrotecnico o altro esperto che possa effettuare un monitoraggio puntuale sullo stato di salute della propria coltivazione.<\/p>\n<p>A proposito di prevenzione, non possiamo che ricordare ancora una volta quanto sia importante ricorrere alla tecnologia come quella introdotta dal nostro esclusivo ecosistema Plantvoice: un pratico e discreto modo per intercettare tempestivamente ogni segnale di anomalie nelle proprie piante. 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