{"id":1670,"date":"2025-07-04T10:10:29","date_gmt":"2025-07-04T08:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/plantvoice.farm\/?p=1670"},"modified":"2025-08-04T10:12:40","modified_gmt":"2025-08-04T08:12:40","slug":"come-gestire-malattie-e-parassiti-del-melograno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/plantvoice.farm\/it\/come-gestire-malattie-e-parassiti-del-melograno\/","title":{"rendered":"Come gestire malattie e parassiti del melograno"},"content":{"rendered":"<p><span>La <strong>pianta di melograno<\/strong>, nota anche come \u201cpomo granato\u201d, appartiene alla famiglia delle Punicacee, originarie del Medio Oriente e dell\u2019Asia Sud Occidentale e si \u00e8 diffusa in Italia all\u2019epoca degli antichi romani. Grazie alla sua <strong>capacit\u00e0 di adattamento<\/strong> a terreni poveri, salini, calcarei e con scarsit\u00e0 idrica, viene attualmente coltivato in cinque continenti.<\/span><!--more--><\/p>\n<p><span>Il <strong>melograno<\/strong> \u00e8 una pianta rustica ed \u00e8 caratterizzata da foglie caduche, con aspetto cespuglioso. Pu\u00f2 raggiungere anche 5 metri di altezza e il frutto che produce ha diverse propriet\u00e0 organolettiche. Inoltre, possiede <strong>molti benefici<\/strong> (nutrizionali, farmacologici, funzionali e cosmetici), i quali hanno portato ad un <strong>aumento progressivo della domanda<\/strong> del frutto fresco e del suo succo. Dunque, \u00e8 cresciuta la superficie italiana coltivata a melograno in regioni come Puglia, Sicilia, Basilicata e Calabria. Tale espansione ha portato all\u2019introduzione di diverse malattie importanti da conoscere e prevenire.<\/span><\/p>\n<p><span>In questo articolo vedremo quali sono le principali \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0malattie e i parassiti che possono colpire il melograno e alcuni metodi per combatterle.<\/span><\/p>\n<h2><strong><span>Afide del melograno: come combatterlo<\/span><\/strong><\/h2>\n<p><span>Prima tra tutte, l\u2019<strong>afide del melograno <\/strong>\u00e8 il parassita pi\u00f9 conosciuto e particolare che colpisce il melograno. La sua infestazione avviene a inizio primavera, quando si formano i nuovi germogli e la temperatura favorisce la loro diffusione. Questo insetto nocivo si riconosce dal suo colore verde e giallastro lucido in forma giovanile e nero in quella adulta ed \u00e8 lungo circa 1,5 mm. L\u2019afide \u00e8 molto pericoloso per il melograno per tre motivi:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span> <\/span>Produce una <strong>melata<\/strong> molto abbondante, che attira diversi insetti. Inoltre, provoca l\u2019<strong>asfissia<\/strong> della pianta, in quanto i raggi solari, riflessi nella sostanza, causano delle bruciature.<\/li>\n<li><span> <\/span>Ha un\u2019azione trofica, che provoca l\u2019indebolimento della pianta.<\/li>\n<li><span> <\/span>Provoca sui frutti delle <strong>aree decolorate<\/strong> che deprezzano il prodotto destinato al consumo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span>La massima densit\u00e0 numerica delle colonie \u00e8 raggiunta nel <strong>periodo della fioritura<\/strong>, cio\u00e8 nella prima met\u00e0 di maggio. Con l\u2019arrivo dell\u2019estate, gli afidi restano sulla pianta, grazie a piccole colonie non forme attere e di piccole dimensioni, che vivono all\u2019interno dei germogli e riescono a sopravvivere alle temperature pi\u00f9 calde. In autunno riprende l\u2019attivit\u00e0 di deposizione delle uova, riprendendo questo ciclo. <\/span><\/p>\n<p><span>Per combattere l\u2019afide esistono molte specie che possono aiutare nel controllo degli afidi, ad esempio i coleotteri coccinellidi. Tuttavia questi insetti da soli non bastano a limitarne le infestazioni. Inoltre, \u00e8 possibile utilizzare dei metodi professionali come insetticidi, zeolite cubana o induttori di resistenza. Oltre a ci\u00f2, \u00e8 possibile intervenire con metodi non professionali come il <strong>sapone di molle di potassio<\/strong>, olio bianco, olio di neem o macerati autoprodotti a base di ortica o aglio. <\/span><\/p>\n<h3><strong><span>Tignola del melograno<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span>Uno dei parassiti pi\u00f9 pericolosi per il melograno \u00e8 la <strong>tignola<\/strong> o <strong>piralide del melograno<\/strong>, \u00e8 un lepidottero la cui larva si ciba di varie parti della pianta, tra cui il frutto. La piralide \u00e8 uno dei parassiti peggiori che colpisce il melograno ed \u00e8 importante riconoscerla per salvaguardare la piantagione. <\/span><\/p>\n<p><span>Ha due forme distinte:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span> <\/span><strong>Larva<\/strong>: lo stato larvale \u00e8 il pi\u00f9 temuto, perch\u00e9 danneggia direttamente il melograno. Le larve possono raggiungere i 2 cm, sono di colore marrone chiaro chiazzato di bianco e hanno un aspetto peloso.<\/li>\n<li><span> <\/span><span><strong>Adulto<\/strong>: quando diventa adulta la larva si trasforma in una farfalla, anch\u2019essa pericolosa per la pianta, in quando pu\u00f2 deporre decine di uova e diffondere altre larve. \u00c8 una farfalla notturna lunga circa 1,5 cm, di colore marrone molto chiaro e con dei puntini pi\u00f9 scuri sulle ali. <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span>La larva attacca la pianta per circa un mese, nutrendosi in particolare dei semi del frutto. Inoltre, lesiona la buccia, provocando marciumi. Dei metodi per difendersi da questo parassita sono: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span> <\/span><strong>Insetticidi biologici a base di piretro<\/strong>: sia contro il parassita adulto, che contro le larve \u00e8 un insetticida non selettivo, che pu\u00f2 uccidere anche altri insetti.<\/li>\n<li><span> <\/span><strong><span>Bacillus thuringiensis<\/span><\/strong><span>: un batterio naturale che viene utilizzato in agricoltura, in particolare in agricoltura biologica, come <strong>insetticida biologico<\/strong>.<\/span><\/li>\n<li><span> <\/span><span><strong>Trappole a feromoni<\/strong>: per il monitoraggio e la cattura dei maschi adulti pu\u00f2 aiutare a ridurre le infestazioni e a pianificare interventi mirati.\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h3><strong><span>Metcalfa<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span>Quando si parla di parassiti del melograno, un altro nome da tenere a mente \u00e8 la <strong>metcalfa<\/strong>, un insetto originario dall\u2019America, arrivato in Italia negli anni \u201970. Si tratta di un parassita lungo dai 6 agli 8 cm, di colore giallastro, che da giovane si presenta come bianco e ricoperto da un secreto ceroso. Si ciba delle parti vegetali, attraverso delle punture. Inoltre, imbratta tutta la pianta con cera e melata, provocandogli <strong>asfissia<\/strong>. A volte, l\u2019infestazione di metcalfa \u00e8 dovuta a <strong>pratiche agronomiche sbagliate<\/strong>, come l\u2019intenso uso di prodotti di origine chimica e sistemica, che provoca la morte dei suoi nemici naturali.<\/span><\/p>\n<p><span>A combattere questo parassita in natura sono presenti vai <strong>predatori<\/strong> che ne contengono la presenza. Proprio per questo \u00e8 importante preservare la biodiversit\u00e0 degli agroecosistemi, per favorire la presenza di insetti utili. Un esempio di insetto che combatte la metcalfa nella sua fase giovanile \u00e8\u00a0l\u2019<strong>Imenottero <\/strong><em>Neodrynus typhlocybae<\/em>. Anche in questo caso, alcuni metodi per combattere questo parassita sono l\u2019uso di sapone di molle di potassio o la zeolite cubana. <\/span><\/p>\n<h3><strong><span>La mosca bianca degli agrumi: una minaccia crescente<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span>La <strong>mosca bianca degli agrumi<\/strong>, detta anche <strong>aleurodide fioccoso<\/strong> \u00e8 un altro parassita che colpisce la pianta di melograno, nonostante il nome ingannevole. Attacca soprattutto nelle zone in cui \u00e8 molto diffusa la coltivazione di <strong>agrumi<\/strong>, come in Sicilia, dove viene stimolata la sua riproduzione. Questo parassita \u00e8 simile a un moscerino dal corpo bianco e giallognolo, ricoperto da una polvere cerosa biancastra a forma di fiocco (da cui il nome \u201cfioccoso\u201d), lungo circa 2 mm. <\/span><\/p>\n<p><span>La mosca bianca degli agrumi causa un principale danni al melograno: le foglie ingialliscono e cadono precocemente, con il conseguente deperimento vegetativo della pianta.<\/span><\/p>\n<p><span>Oltre a questi problemi, le neanidi causano ulteriori danni ancora pi\u00f9 gravi. Infatti, se presenti in gran numero nella pagina inferiore delle foglie, producono un\u2019abbondante quantit\u00e0 di melata, imbrattando la vegetazione.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00c8 possibile riconoscere i sintomi di questo parassita su <strong>foglie e germogli<\/strong> da alcuni segnali come:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span> <\/span>Alterazioni cromatiche o decolorazioni.<\/li>\n<li><span> <\/span>Malformazioni o arricciamenti.<\/li>\n<li><span> <\/span>Possibile trasmissione di virus e batteri.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span>I metodi pi\u00f9 comuni per la lotta a questo parassita sono, ancora una volta, il sapone molle, l\u2019olio di neem o bianco per rimuovere la secrezione cerosa e salvaguardare la salute della pianta. In particolare, gli interventi con oli bianchi vanno effettuati in inverno e colpiscono le neanidi svernanti. Un altro metodo diffuso per la lotta agli afidi \u00e8 il <strong>corroborante<\/strong>, un sostituto a insetticidi e pesticidi chimici, che non provoca danni ad altri insetti utili alle piante, un esempio \u00e8 il sapone molle. Inoltre, si consiglia la zeolite cubana, gli induttori di resistenza e le resine siliconiche. Infine, in natura le popolazioni del fitofago sono controllate da entomofagi quali: il coccinellide e l\u2019imenottero afelinide.<\/span><\/p>\n<h3><strong><span>Rodilegno giallo<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span>Il <strong>rodilegno giallo<\/strong> \u00e8 un altro parassita che pu\u00f2 colpire il melograno, danneggiandolo. Nella sua forma giovanile \u00e8 una <strong>larva gialla<\/strong> (da cui il nome) puntellata di nero, mentre l\u2019adulto \u00e8 una farfalla, anch\u2019essa con dei puntini neri. <\/span><\/p>\n<p><span>Sono le larve a provocare i danni alla pianta, in quanto si <strong>nutrono del legno<\/strong>, scavando delle gallerie sulla chioma del melograno, attaccando sia germogli che rami. Di conseguenza, i germogli seccano e i rami si staccano, provocando stress generale alla pianta. I rami colpiti a seguito della perforazione collassano, perch\u00e9 si blocca il flusso xylematico.<\/span><\/p>\n<p><span>Combattere il rodilegno giallo \u00e8 <strong>molto difficile<\/strong>, perch\u00e9 nessun prodotto biologico riesce a penetrare il legno fino ad uccidere le larve. Perci\u00f2 le soluzioni migliori sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span> <\/span>Tagliare e bruciare i rami colpiti.<\/li>\n<li><span> <\/span>Preservare predatori naturali come i nematodi <em>Neoaplectana carpocapsae<\/em> e <em>Neoaplectana feltiae<\/em>.<\/li>\n<li><span> <\/span>Installare trappole a feromoni per la cattura di massale.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><strong><span>Alternaria: una malattia invisibile<\/span><\/strong><\/h2>\n<p><span>L\u2019<strong>alternaria<\/strong> \u00e8 una delle patologie che colpisce maggiormente il melograno, infatti \u00e8 anche conosciuta come \u201ccuore nero del melograno\u201d.\u00a0 Questa malattia si diffonde in primavera, soprattutto in presenza di un clima piovoso e <strong>colpisce i frutti<\/strong>, che diventano di colore nero. \u00c8 un <strong>fungo<\/strong>, che si sviluppa all\u2019interno del frutto del melograno e si manifesta con delle macchie nere e puntiformi sulle foglie, che successivamente cadono. Tali macchie si iniziano a presentare all\u2019inizio della stagione estiva e sono piccole, rotonde e irregolari (da 1 a 4 mm). Ogni macchia manifesta un alone giallo-verde che circonda una lesione necrotica. <\/span><\/p>\n<p><span>Per quanto riguarda il frutto, invece, \u00e8 possibile osservare i sintomi <strong>solo al suo interno<\/strong>. Esternamente \u00e8 molto difficile distinguere i frutti infetti da quelli sani. Per questo motivo uno dei danni maggiori riguarda la <strong>qualit\u00e0 del prodotto<\/strong> alla vendita, in quando i frutti infetti non sempre vengono riconosciuti e non possono essere trasformati in succo. <\/span><\/p>\n<h3><strong><span>Botrite<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span>Un&#8217;altra patologia del melograno che merita attenzione \u00e8 la <strong>borite<\/strong> o <strong>muffa grigia<\/strong> ed \u00e8 la principale malattia del <strong>post raccolta<\/strong> del frutto. Le ferite sono la principale via di ingresso di questa malattia. I sintomi della malattia si presentano prima sui residui e successivamente all\u2019interno della corona (parte superiore) come delle macchie marroni traslucide. <\/span><\/p>\n<p><span>Le principali cause possono essere:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span> <\/span>Condizioni di stress della pianta.<\/li>\n<li><span> <\/span>Ambienti molto umidi durante la fioritura e nel periodo post raccolta.<\/li>\n<li><span> <\/span>La parte del frutto detta corona \u00e8 particolarmente vulnerabile e al suo interno rimangono spesso residui di fiori che possono favorire lo sviluppo della malattia.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span>Per prevenire che la pianta si ammali di questa patologia \u00e8 consigliabile trattarla in modo <strong>preventivo<\/strong> con prodotti rameici e zeolite.<\/span><\/p>\n<h3><strong><em><span>Coniella Granati<\/span><\/em><span>: una malattia emergente da conoscere<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span>La \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong><em>Coniella Granati<\/em><\/strong> \u00e8 un\u2019altra malattia del melograno: un fungo di colore bianco cremoso, ricoperto da un abbondante micelio marrone tendente al nero. \u00c8 possibile osservare i sintomi sui frutti nella fase successiva alla raccolta, in quanto formano delle lesioni circolari di colore giallo\/marrone e sui fusti, con la comparsa di cancri. Queste partono dalla corona, per poi diffondersi lungo tutto il frutto, che subisce un <strong>disfacimento<\/strong>. La crescita e la diffusione del fungo sono favorite da temperature che variano dai 25 ai 30 \u00b0 C e si diffonde per contatto tra frutti infetti e sani. <\/span><\/p>\n<p><span>Questa malattia non \u00e8 ancora eccessivamente diffusa in Italia, se non nei paesi meridionali e dato che si tratta di una <strong>malattia nuova<\/strong>, non \u00e8 ancora stato trovato una cura dell\u2019agente patogeno.<\/span><\/p>\n<h2><strong><span>La prevenzione con Plantvoice<\/span><\/strong><\/h2>\n<p><span>Come evidenziato in precedenza, il melograno \u00e8 una pianta che pu\u00f2 essere affetta da diverse patologie e parassiti. Per questo motivo \u00e8 fondamentale <strong>investire sulla prevenzione<\/strong> e su strategie che offrano un quadro completo sulla salute delle proprie piante. Cos\u00ec si potrebbero riconoscere in modo tempestivo i <strong>bisogni della pianta<\/strong>, garantendo la piena produttivit\u00e0 delle coltivazioni.<\/span><\/p>\n<p><span>La tecnologia brevettata da <strong>Plantvoice<\/strong> pu\u00f2 fare la differenza per la salute delle piante, in quanto monitora le loro condizioni, offrendo una <strong>diagnosi sullo stato <\/strong>della pianta. Si tratta di un innesto intelligente, delle dimensioni di uno stuzzicadenti, che \u00e8 in grado di analizzare la linfa delle piante, quasi come se fosse un elettrocardiogramma. Tramite questa innovazione \u00e8 possibile raccogliere numerose informazioni sulle necessit\u00e0 della pianta, in modo non invasivo e costante. Tutti i dati che il sensore raccoglie vengono inviati in tempo reale ad una piattaforma dotata di <strong>intelligenza artificiale<\/strong>, che elabora le informazioni. Questo permette di intervenire tempestivamente, risparmiando sull\u2019uso di fertilizzanti e acqua. <\/span><\/p>\n<h2><strong><span>Rimedi contro le malattie del melograno<\/span><\/strong><\/h2>\n<p><span>Come abbiamo visto in questo articolo, la coltivazione del melograno \u00e8 in forte sviluppo, perci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 importante conoscere i principali rimedi contro le malattie sia durante il periodo della fioritura, che in fase post raccolta. <\/span><\/p>\n<p><span>Alcune accortezze che si possono avere per preservare il frutto sono: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span> <\/span>Avere una buona manipolazione.<\/li>\n<li><span> <\/span>Conservare i frutti correttamente.<\/li>\n<li><span> <\/span>Una giusta irrigazione<\/li>\n<li><span> <\/span>Una corretta concimazione azotata.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span>Seguendo questi consigli \u00e8 possibile prevenire danni come il \u201c<strong>cracking<\/strong>\u201d, cio\u00e8 la spaccatura del frutto, che aumenta il rischio a infezioni da taglio. <\/span><\/p>\n<p><span>Contattaci per una consulenza!<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pianta di melograno, nota anche come \u201cpomo granato\u201d, appartiene alla famiglia delle Punicacee, originarie del Medio Oriente e dell\u2019Asia Sud Occidentale e si \u00e8 diffusa in Italia all\u2019epoca degli antichi romani. 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