Contro la processionaria si interviene in autunno con l’endoterapia o i trattamenti biologici sulle larve giovani, in inverno rimuovendo i nidi, e in primavera con le trappole a feromone e le fasce sul tronco per fermare le processioni. Due cose che quasi nessuno mette insieme: la lotta è obbligatoria per legge, e il pericolo maggiore non è per l’albero, ma per le persone e per gli animali domestici.
Perché il danno vero sta lì. Un pino defogliato si riprende. Un cane che infila il muso in una processione può perdere un pezzo di lingua, e un bambino che tocca un nido caduto si ritrova con un’orticaria che dura giorni.
Perché è pericolosa: i peli, non le mandibole
Thaumetopoea pityocampa non morde e non punge. Il danno lo fanno i peli urticanti che le larve rilasciano dal terzo stadio in poi: sono microscopici, si staccano al minimo disturbo, viaggiano col vento e restano attivi per mesi, anche su un nido vecchio e apparentemente abbandonato.
Sull’uomo provocano orticaria, congiuntivite, e nelle persone sensibili reazioni respiratorie. Sugli animali domestici il quadro è peggiore, perché il cane esplora col naso e con la bocca: contatto con lingua e mucose, gonfiore rapido, e nei casi gravi necrosi del tessuto colpito.
Se il tuo cane ha toccato una processione, e questa è l’unica parte di questo articolo da ricordare a memoria:
- Non strofinare, mai. Sfregare rompe altri peli e peggiora tutto.
- Sciacqua abbondantemente con acqua tiepida, meglio se con un poco di bicarbonato, indossando i guanti.
- Vai dal veterinario subito, anche se sembra poco. Le ore contano.
La lotta è obbligatoria, e questo cosa vuol dire per te
La processionaria del pino è soggetta a lotta obbligatoria: chi possiede o conduce i terreni ha il dovere di intervenire quando la presenza è accertata, e le modalità le stabiliscono le disposizioni regionali e i provvedimenti dei servizi fitosanitari.
Tradotto in pratica:
- se hai pini o cedri infestati in giardino o in azienda, l’intervento non è una scelta di opportunità;
- nelle aree frequentate da persone e animali — scuole, parchi, sentieri, giardini privati — la priorità è la rimozione, non il contenimento;
- le modalità ammesse e le finestre di intervento cambiano da regione a regione: si verificano presso il servizio fitosanitario regionale, non a memoria.
Il calendario, mese per mese
| Periodo | Cosa fa l’insetto | Cosa fai tu |
|---|---|---|
| Settembre-ottobre | Nascita delle larve, primi nidi piccoli | È la finestra migliore: larve giovani, trattamento più efficace e meno peli in giro |
| Novembre-febbraio | Nidi grandi e ben visibili, larve dentro | Rimozione meccanica dei nidi, con protezioni. Endoterapia dove la chioma non è raggiungibile |
| Marzo-aprile | Le processioni scendono a terra per interrarsi | Fasce-trappola sul tronco. È il periodo di massimo rischio per cani e bambini |
| Maggio-agosto | Crisalidi nel terreno, poi farfalle in volo | Trappole a feromone per misurare la popolazione e decidere l’autunno |
Il punto che sposta il risultato: l’autunno vale più dell’inverno. Su larve giovani i trattamenti biologici funzionano bene e si liberano pochissimi peli. A gennaio, con un nido pieno, qualunque intervento è più rischioso e più costoso.
I quattro modi di intervenire, e quando sceglierli
Trattamento biologico su larve giovani (Bacillus thuringiensis var. kurstaki). È il modo con il miglior rapporto fra efficacia e rischio, ma solo in autunno, sui primi due stadi larvali. Su larve grosse non fa quasi nulla.
Endoterapia. Iniezione nel tronco. Serve dove la chioma è alta o inaccessibile e dove non si può nebulizzare — un pino in mezzo a un giardino, un viale alberato in centro. Costa più a pianta e la esegue chi è abilitato.
Rimozione dei nidi. In inverno, tagliando il rametto che porta il nido e distruggendolo. Con protezione completa: tuta, guanti, occhiali e mascherina, mai a mani nude e mai da sotto senza protezione degli occhi. I nidi non si bruciano sul posto: le correnti calde spargono i peli.
Fasce-trappola sul tronco. Si montano prima della discesa, a fine inverno. Intercettano le processioni e le convogliano in un sacco. Non riducono la popolazione dell’anno, ma tolgono di mezzo il rischio per chi passa lì sotto.
Trappole a feromone. Non servono a catturare abbastanza maschi da abbassare la popolazione: servono a dirti se e quanto c’è, in estate, per decidere l’autunno. Si leggono come una serie, non come un numero singolo.
Chi chiamare
- Pini in azienda o su terreno agricolo: servizio fitosanitario regionale, che indica gli obblighi e le modalità della tua zona.
- Alberi su suolo pubblico, viali, parchi, scuole: ufficio verde del Comune. La segnalazione è utile e spesso dovuta.
- Alberi in giardino privato: ditta abilitata all’uso dei fitosanitari, che opera in sicurezza e ti rilascia la documentazione.
- Contatto di un animale: veterinario, subito.
Dove entra la lettura della pianta
Un sensore nel fusto non conta le larve: quello lo fanno l’occhio e le trappole.
Quello che i dati della linfa dicono è un’altra cosa. Un pino defogliato in inverno arriva alla primavera con meno riserve, e se a quella defogliazione si somma un’estate secca il danno diventa permanente. Tenere la pianta fuori dallo stress idrico nell’anno successivo a una forte infestazione è ciò che decide se si riprende o se resta indietro. La pianta comunica prima: il consumo d’acqua cambia settimane prima che la chioma lo mostri. Su come si legge, abbiamo scritto come rilevare lo stress prima dei sintomi e come funziona il sensore di flusso della linfa.
Domande frequenti
La processionaria è pericolosa per l’uomo? Sì, per via dei peli urticanti che le larve rilasciano dal terzo stadio. Provocano orticaria, congiuntivite e, nelle persone sensibili, disturbi respiratori. Non serve toccare le larve: i peli viaggiano col vento e restano attivi per mesi anche su un nido vuoto.
Cosa faccio se il mio cane tocca una processionaria? Non strofinare. Sciacqua a lungo con acqua tiepida, meglio con un poco di bicarbonato e indossando i guanti, e porta l’animale dal veterinario immediatamente. Il contatto con lingua e mucose può portare a necrosi, e le ore contano.
È obbligatorio eliminare la processionaria? Sì, è soggetta a lotta obbligatoria: chi possiede o conduce il terreno deve intervenire quando la presenza è accertata. Le modalità e le finestre le stabiliscono le disposizioni regionali, quindi si verificano presso il servizio fitosanitario della propria regione.
Qual è il periodo migliore per intervenire? L’autunno, su larve giovani, con i trattamenti biologici a base di Bacillus thuringiensis: massima efficacia e pochissimi peli liberati. In inverno si rimuovono i nidi, a fine inverno si montano le fasce sul tronco.
I nidi si possono bruciare? No. Bruciarli sul posto solleva i peli urticanti con le correnti calde e li diffonde. I nidi si tagliano col rametto e si distruggono secondo le indicazioni locali, sempre con protezioni complete.
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HERO_PROMPT: Ultra-realistic editorial photograph of a silk nest of pine processionary caterpillars hanging from a pine branch against a clear winter sky, a rural path below. Extreme detail on the silk fibres and the pine needles: visible texture, natural imperfections, true-to-life colour. Shot on a full-frame DSLR, 85mm lens, shallow depth of field with clean bokeh, soft natural daylight with golden-hour warmth, high dynamic range, realistic shadows and highlights, subtle analogue film grain (Kodak Portra 400), cinematic colour grading, elegant editorial composition, agricultural documentary aesthetic, photorealistic, ultra-detailed, 8K, masterpiece quality. No text, no watermark, no logo, no captions, no cartoon, no 3D render, no illustration, no AI-glossy plastic look, no oversaturated colours, no unrealistic insect anatomy, no human faces in focus, no branded products or readable labels.



