La patata è una delle colture più diffuse e produttive, ma anche tra le più vulnerabili a malattie fungine, batteriche e agli attacchi di parassiti, che possono compromettere resa e qualità del raccolto. Per questo motivo, la gestione di malattie e insetti deve essere consapevole e tempestiva.
In questa guida analizzeremo malattie e parassiti più comuni della patata, i segnali da osservare e le soluzioni più efficaci per prevenirle e contenerle con approcci biologici.
Le malattie più comuni della patata
Peronospora della patata
La peronospora della patata è una delle malattie più comuni, è molto pericolosa ed è causata dal fungo Oomicete Phytophthora infestans. Come per la peronospora del pomodoro, anche quella della patata è favorita da umidità e in particolare da piogge della durata di almeno 6 ore, rugiade che mantengono la vegetazione bagnata per almeno 12 ore e temperature comprese tra 10 e 24°C. Questo tipo di condizioni meteorologiche è particolarmente pericoloso per il diffondersi della malattia, in quanto gli elementi infettanti vengono trasportati dalle piogge, contaminando le patate. Inoltre, le spore del fungo possono sopravvivere durante l’inverno nei residui colturali infetti lasciati nel terreno, nei tuberi seme infetti o nelle piante nate spontaneamente. Quando le piante germogliano il patogeno si riattiva e l’infestazione si può diffondere molto velocemente, soprattutto in presenza di temperature miti e alta umidità.
I primi sintomi compaiono solitamente sulle foglie basali e in generale possono essere:
- Macchie pallide o brune sulle foglie, con aloni giallastri.
- Muffetta biancastra sulla pagina inferiore delle foglie.
- Imbrunimento e strozzature sugli steli, con perdita di funzionalità e accasciamento della pianta.
- Lesioni depresse sui tuberi, di colore bruno, spesso molli e maleodoranti.
- Danni post-raccolta, con marciumi che compaiono durante la conservazione.
Se non controllata, la malattia può diffondersi molto rapidamente, compromettendo l’intero appezzamento. Perciò è fondamentale prevenire la peronospora della patata attraverso alcune strategie:
- Effettuare rotazioni colturali, evitando di coltivare patate sullo stesso terreno per 2-3 anni.
- Scegliere varietà resistenti o tolleranti alla peronospora.
- Mantenere distanze adeguate tra le piante, per favorire la circolazione dell’aria.
- Evitare concimazioni eccessive di azoto.
- Preferire l’irrigazione a goccia, evitando di bagnare le foglie.
- Eseguire la rincalzatura per sorreggere la pianta.
- Effettuare trattamenti preventivi con corroboranti naturali, come farine di roccia, propoli, lecitina o decotto di equiseto.
Per prevenire la peronospora è possibile utilizzare rimedi biologici ed ecologici che aiutano a ridurre la diffusione del patogeno senza danneggiare l’ambiente. Tra questi, ricordiamo:
- Trattamenti con rame.
- Bacillus subtilis: un batterio che svolge un’azione di biocontrollo.
- Estratti vegetali: ad esempio olio di neem o estratto di equiseto, utili per rafforzare la resistenza delle piante e ridurre l’infezione.
Gamba nera delle patate
Questa patologia è causata da Pectobacterium carotovorum ssp. carotovorum, un batterio molto pericoloso per la patata. La gamba nera può manifestarsi nelle prime fasi di crescita della coltivazione, causando l’ingiallimento delle piante e compromettendo la formazione dei tuberi, oppure può presentarsi in fase più avanzata con macchie nerastre alla base dei fusti e marcescenza dei tuberi.
Il batterio è favorito da condizioni climatiche piovose e su terreni scarsamente drenati. Può svernare nei tuberi seme infetti e nel suolo, rendendo fondamentale la selezione del materiale, per evitare la propagazione del batterio, soprattutto nel caso di autoproduzione dei tuberi seme. Per prevenire o contenere l’infezione è possibile, anche in questo caso, effettuare un trattamento con prodotti rameici, utilizzare tuberi seme certificati, praticare la rotazione delle colture, irrigare a goccia, rincalzare i tuberi ed eliminare i residui infetti.
Alternariosi
Questa malattia è causata dal fungo Alternaria solani e A. alternata. La sua aggressività raggiunge l’apice nel periodo della maturazione tardiva. Come si manifesta? I sintomi dell’alternariosi sono principalmente macchie su foglie e steli. Sono caratterizzate da cerchi concentrici di colore bruno scuro, dovuti alla sporulazione del fungo.
Ecco i principali metodi di prevenzione.
- Eliminare i residui di coltivazione, le piante infestanti e le piante selvatiche.
- Utilizzare sementi e materiali di moltiplicazione certificati e privi di patogeni.
- Effettuare la rotazione delle colture, specialmente quando le spore che restano in vita nel terreno costituiscono il motivo primario dell’infezione. Colture come frumento e orzo sono indicate per diminuire il numero di conidi che sopravvivono nel terreno.
- Utilizzare varietà di piante resistenti all’alternariosi.
- Conservare i prodotti raccolti ad una temperatura tra 0 e 1° C.
- In serra: evitare elevati livelli di umidità.
Rizoctoniosi o “Calzone bianco”
Un’altra malattia delle patate da tenere in considerazione è la rizoctoniosi. È causata dal fungo Rhizoctonia solani. Il sintomo più comune prevede la formazione di piccole croste di colore nero o bruno scuro, di solito in superficie, isolate o raggruppate. Per quanto riguarda i germogli, la malattia si manifesta con macchie irregolari e depresse, di colore marrone scuro, che spesso impediscono la crescita delle piante nel terreno coltivato. Un altro sintomo è conosciuto come “calzone bianco”. Esso riguarda una patina o una muffa biancastra che si forma tendenzialmente sul fusto, e nella maggior parte dei casi è dovuta all’umidità. Infine, questa patologia blocca la crescita della pianta e, in alcuni casi, può causarne la morte prematura, in quanto non avviene più il trasferimento delle sostanze nutritive verso gli stoloni.
I principali metodi di difesa in questa circostanza includono:
- Utilizzare di tuberi semi sani.
- Operare una rotazionetale che la patata o altre colture altamente contagiabili non tornino nuovamente sul medesimo terreno per almeno 4-5 anni.
- Impiegare tuberi pre-germogliati o semine poco profondeper velocizzare lo sviluppo della pianta nelle prime fasi, in particolare quando la semina viene posticipata a causa di condizioni climatiche avverse.
In aggiunta, durante il periodo vegetativo, possono essere svolti dei trattamenti fungicidi specifici impiegando Azoxystrobin. Infine, sempre prima o durante la semina, si possono sfruttare anche microrganismi antagonisti (sia in agricoltura convenzionale che biologica) come Trichoderma asperellum e Pseudomonas spp. ceppo Dsmz 13134.
Fusariosi o marciume secco della patata
Conosciuta anche come “marciume secco”, questa patologia, come suggerisce il nome stesso, causa il marciume dei tuberi della patata. Il fungo che la provoca è il Fusarium, dannoso anche per alcune piante aromatiche.
A livello visivo, la si riconosce dalle chiazze marce nella parte interna del tubero. Spesso presentano anche dei buchi. Tra le principali cause, vi sono i vermi elateridi, che bucano le patate nel sottosuolo e permettono lo sviluppo della malattia, lo spaccamento del tubero o il cuore cavo della patata, anch’essi responsabili di offrire alla malattia la possibilità di propagarsi. Le ragioni sono legate a scarsità o, al contrario, eccesso di acqua. La soluzione è quella di irrigare in modo consapevole. Nel caso del cuore cavo, la motivazione può anche risiedere nell’abbondanza di azoto, problematica che riguarda anche il caso degli afidi.
La poltiglia bordolese è uno strumento molto utile per contrastare il marciume secco della patata. Consigliamo sempre di prestare la massima attenzione a verificare la presenza dei ferretti (larve degli elateridi). Infine, segnaliamo che, una volta eliminato il fusarium, bisogna evitare per alcuni anni di utilizzare quel terreno per la coltivazione delle patate, in quanto le spore del fungo rimangono attive e, conseguentemente, saranno pericolose per le colture successive.
I parassiti della patata: Dorifora ed Elateridi
Passiamo ora ad analizzare alcuni dei più diffusi parassiti delle patate. Il primo è la dorifora delle patate, conosciuto anche come coleottero della patata del Colorado. Questo è in grado di danneggiare in poco tempo le coltivazioni, perciò è molto temuto dagli agricoltori. Un’altra fonte di preoccupazione sono i suoi tempi di riproduzione molto rapidi. In particolare, le larve di questo insetto si cibano del fogliame delle patate e, se questo fenomeno resta incontrollato, può causare la perdita totale delle foglie. In aggiunta, danneggiano lo sviluppo delle piante e diminuiscono drasticamente il raccolto dei tuberi. Anche in questo caso, la prevenzione risulta fondamentale, e può essere svolta tramite rotazione colturale, oppure piantumazione di piante repellenti (tagete, calendula e fagioli). Nel momento in cui, invece, il parassita è già presente sulla patata, saranno i metodi biologici la scelta più efficace per eliminarlo. Tra questi, il Bacillus thuringiensis, l’olio di Neem e vari prodotti biologici.
Oltre a questo parassita, gli elateridi rappresentano un altro pericolo per la patata, come spiegato nel paragrafo precedente.
Accorgimenti da avere per la coltivazione biologica delle patate
Per una coltivazione biologica sana ed efficiente, è fondamentale adottare alcuni accorgimenti, già citati precedentemente, che favoriscono la crescita delle piante e riducono i rischi di malattie. Ecco le pratiche più importanti:
- Rotazione delle colture: le patate non devono essere coltivate nello stesso terreno per più di due anni consecutivi, per evitare che malattie specifiche si accumulino.
- Distanziamento tra le piante: mantenere una distanza di almeno 70 - 80 cm tra le file per garantire una buona circolazione dell’aria.
- Utilizzo di tuberi seme sani: per evitare la trasmissione di malattie è necessario non utilizzare tuberi autoriprodotti, che potrebbero essere infetti.
- Controllo dell’irrigazione: le piante non necessitano di irrigazioni abbondanti.
- Uso di estratti rinforzanti: molto utili per rinforzare le difese naturali delle piante.
- Trattamenti con corroboranti naturali: prodotti come propoli, farine di roccia e la lecitina possono stimolare le difese naturali delle piante di patate. Diluiti anche in acqua e irrorati sulla parte aerea delle patate possono ridurre la probabilità di sviluppare patologie.
Utilizzando queste strategie è quindi possibile coltivare patate sane e nutrienti senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti chimici.
Tecniche di trattamento biologico consigliate
La lotta biologica alle malattie della patata si basa su metodi naturali e sostenibili che proteggono la pianta e preservano anche l’ambiente. Per ottenere colture sane, le patate prediligono terreni ben drenati e ricchi di sostanze nutritive. Si dovrebbero piantare a una profondità di circa 10 cm e a una distanza di circa 50 cm tra di loro. Inoltre, l’innaffiatura regolare è essenziale, soprattutto durante i periodi di siccità ed è importante scegliere una varietà di patate adatte al clima e al suolo in cui ci si trova. Infine, dopo la raccolta, è bene conservarle in luoghi freschi e bui per prolungarne la conservazione.
Il trattamento biologico delle patate si concentra anche sulla prevenzione, quindi dopo aver piantato le patate nel modo corretto, è bene adottare alcune delle tecniche:
- Trattamenti con rame: ad esempio la poltiglia bordolese.
- Bacillus thuringiensis: questo batterio agisce come un insetticida biologico e non provoca danni né all’uomo né all’ambiente.
- Insetti benefici: introdurre insetti predatori naturali è un metodo biologico che consente di preservare l’equilibrio naturale, senza utilizzare pesticidi chimici.
- Macerati e decotti naturali: i macerati di ortica o gli estratti di aglio possono essere usati come repellenti naturali per i parassiti.
- Trappole cromotropiche: sono uno strumento utile per monitorare e controllare la presenza di parassiti come afidi e coleotteri.
- Monitorare regolarmente: l’osservazione costante delle piante è uno dei principi fondamentali dell’agricoltura biologica. Controllare periodicamente foglie, steli e terreno consente di individuare tempestivamente sintomi di stress, carenze nutrizionali o attacchi parassitari, intervenendo subito con metodi naturali.
La coltivazione delle patate in regime biologico può richiedere del tempo, ma garantisce numerosi benefici in termini di sapore, nutrizione e sostenibilità ambientale.
Gestione idrica intelligente con Plantvoice
Per la gestione biologica di una coltura delicata come quella della patata, la gestione dell’acqua è uno degli aspetti più importanti per prevenire stress e la comparsa di malattie e parassiti dannosi. Un’irrigazione eccessiva, infatti, può favorire marciumi e compromettere la crescita e la qualità dei tuberi. La tecnologia innovativa ideata da Plantvoice rappresenta uno strumento prezioso per gli agricoltori che desiderano ottimizzare la gestione delle risorse idriche e migliorare la salute complessiva delle colture. Attraverso un sensore fitocompatibile di dimensioni ridotte, Plantvoice analizza in tempo reale la linfa della pianta, fornendo dati precisi sul suo stato fisiologico. Queste informazioni permettono di evitare irrigazioni superflue e di risparmiare fino al 40% di acqua. Allo stesso tempo, il monitoraggio continuo permette di individuare tempestivamente eventuali situazioni di stress o squilibri nutrizionali che potrebbero rendere la pianta più vulnerabile.
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