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Malattie delle radici degli ortaggi: sintomi, cause e rimedi naturali

Marciume radicale

Le radici rappresentano il supporto vitale di tutte le piante, in quanto da esse dipendono l’assorbimento di acqua e nutrienti, la stabilità della pianta e la sua capacità produttiva. Conoscere le malattie delle radici è fondamentale, perché si tratta di problemi spesso difficili da individuare. Riconoscere per tempo i segnali di sofferenza e comprenderne le cause permette di intervenire in modo mirato sulle colture per salvaguardarle.

In questo articolo esamineremo le malattie più comuni che possono colpire le radici, i sintomi più frequenti, le cause e le modalità per combatterle e prevenirle.

Il marciume radicale

Le malattie radicali sono patologie che colpiscono le radici delle piante, e talvolta il colletto, compromettendo la capacità della pianta di assorbire i nutrienti necessari. Il marciume è una delle malattie più pericolose per gli ortaggi ed è caratterizzata dalla compromissione progressiva delle radici, a causa di funghi patogeni o batteri.

Il marciume radicale ha il suo inizio nel momento in cui le spore fungine nel terreno trovano le condizioni favorevoli (terreni umidi e ristagni d’acqua), dopodiché penetrano nella pianta da ferite o dai peli radicali. Successivamente i funghi iniziano a moltiplicarsi, compromettendo i tessuti radicali e interrompendo l’assorbimento di acqua e nutrienti necessari per la sopravvivenza della pianta. Inoltre, le spore possono rimanere attive nel terreno per anni, rendendo ancora più complicate le pratiche per combattere la malattia.

Esistono quattro tipologie principali di marciume radicale:

  1. Marciume da Phytophthora spp.: provoca principalmente il marciume del colletto, causando l’annerimento, la decomposizione delle radici e il deperimento della chioma. È favorito da condizioni di eccessiva umidità e dal ristagno idrico e colpisce una moltitudine di specie arboree e orticole.
  2. Marciume da Fusarium spp.: inizialmente causa un appassimento della pianta dovuto ad occlusioni dei vasi linfatici. Attacchi severi conducono a necrosi e alla morte.
  3. Marciume da Pythium spp.: è molto aggressivo, soprattutto sulle piante più giovani. Provoca il fenomeno del “damping off”, cioè il collasso improvviso delle plantule.
  4. Marciume da Rhizoctonia spp.: attacca il colletto e le radici, provocando delle macchie scure, per poi far disseccare la pianta fino a farla morire.

I sintomi più comuni

Le piante che sono affette dal marciume radicale deperiscono nel tempo ed è essenziale intervenire in tempi brevi, prima che la malattia arrivi a uno stato avanzato.  È possibile osservare l’evoluzione della malattia da alcuni sintomi:

  • I primi sintomi generalmente sono visibili sulle foglie che ingialliscono rapidamente, appassiscono e muoiono.
  • Le radici marciscono e assumono un colore tendente al nero. Risultano sfatte e possono emanare un odore acre, a causa della fermentazione dei tessuti.
  • La chioma appassisce a causa dell’interruzione e del trasporto di acqua e nutrienti.

Osservare questi sintomi può essere cruciale per riuscire a intervenire tempestivamente con i giusti rimedi sulla pianta.

Cause principali delle malattie radicali

Come anticipato, i responsabili principali del marciume radicale sono funghi, batteri o nematodi, la cui diffusione è favorita da diverse cause sia di tipo ambientale, che sulle condizioni della pianta. Ecco le principali:

  • Terreni umidi: ristagni idrici e irrigazioni eccessive possono favorire lo sviluppo di funghi patogeni.
  • Terreni poco drenati: suoli compatti o argillosi possono impedire che l’acqua decorra regolarmente.
  • Temperature miti: climi umidi e temperati favoriscono la germinazione delle spore fungine.
  • Squilibri nutrizionali: carenze o eccessi di determinati elementi nutritivi possono compromettere la salute delle radici.
  • Danni alle radici: la presenza di ferite facilita l’entrata di batteri e agenti patogeni.
  • Trapianti eseguiti male: piante danneggiate facilitano gli attacchi da parte di funghi.
  • Mancata rotazione delle colture.
  • Presenza di piante infette nei vivai.

Quali sono le strategie preventive?

Dato che il marciume radicale è una patologia molto diffusa e capace di colpire una vasta gamma di specie, è importante utilizzare delle strategie preventive per mantenere le piante sane e garantire il successo delle coltivazioni. Questa malattia è strettamente legata a condizioni ambientali sfavorevoli e pratiche agronomiche scorrette, perciò è molto importante creare un ambiente equilibrato. Ecco le strategie più efficaci per prevenire l’attacco del marciume radicale:

  • Scegliere terreni ben drenati, soffici e ricchi di sostanza organica, per evitare che l’acqua ristagni attorno alle radici.
  • Evitare suoli argillosi e compatti, che trattengono umidità e riducono l’ossigenazione.
  • Irrigare con regolarità, lasciando che il terreno si asciughi tra i vari interventi.
  • Prediligere le irrigazioni in ore mattutine, per favorire l’asciugatura del suolo.
  • Prediligere le rotazioni agrarie per evitare di ripiantare la stessa specie nello stesso terreno per troppi anni consecutivi, così da interrompere il ciclo vitale dei funghi patogeni e da mantenere il terreno equilibrato.
  • Rimuovere sempre i residui vegetali e le radici delle piante infette.
  • Usare prodotti a base di micorrize per favorire l’assorbimento di acqua e nutrienti, migliorare la struttura del suolo e la resistenza della pianta agli stress ambientali.
  • Monitorare costantemente il meteo.

I principali rimedi per il marciume radicale

Nel caso in cui le strategie per prevenire il marciume radicale non dovessero bastare, esistono diversi rimedi per curarlo anche una volta che ha già attaccato la pianta. Di seguito sono elencate le tecniche principali che è possibile utilizzare per combatterlo in modo tempestivo:

  • Rimuovere le radici più colpite e i tessuti necrotici per evitare che la patologia si diffonda.
  • Risanare e rigenerare il terreno infetto, lavorando in profondità e aggiungendo ammendanti organici.
  • Correggere le pratiche agronomiche scorrette come l’eccesso di irrigazione.
  • Migliorare il drenaggio del terreno con baulature, scoline o canalette per favorire lo scorrimento dell’acqua.
  • Mantenere distanze di impianto adeguate a favorire la circolazione d’aria tra le piante.
  • Bilanciare la concimazione, evitando eccessi di azoto.
  • Rinforzare le radici con micorrize e biostimolanti per migliorare la disponibilità di nutrienti.
  • Utilizzare trattamenti fungicidi mirati, ma solo nel caso in cui l’infezione fosse avanzata.
  • Dopo il recupero della pianta è essenziale monitorarla costantemente, in quanto ci potrebbero essere dei segnali di ritorno dei sintomi.

L’importanza del monitoraggio: Plantvoice

Il monitoraggio costante è, quindi, fondamentale per osservare lo stato di salute della pianta ed intervenire tempestivamente. Poiché il marciume radicale è una malattia che parte dalle radici, è fondamentale monitorare la pianta anche prima che i sintomi si manifestino esternamente.

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