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Popillia japonica: dove è arrivata e cosa fare

Due coleotteri verde metallico e rame su una foglia di vite scheletrizzata, vigneto sfocato sullo sfondo

Popillia japonica, il coleottero giapponese, è un organismo nocivo prioritario per l’Unione europea. In pratica: nelle zone delimitate ci sono obblighi di monitoraggio e divieti di spostare terreno e residui vegetali, e ovunque un sospetto va segnalato al servizio fitosanitario regionale. Si tiene sotto controllo con tre strumenti usati insieme (trappole, rilievo visivo, campioni di terreno) e si difende soprattutto nella finestra degli adulti, da giugno a settembre.

Due fatti cambiano le decisioni. Ai privati le trappole a feromone sono sconsigliate: Lombardia e Piemonte lo scrivono nelle loro schede, perché l’attrattivo richiama più adulti di quanti la trappola ne catturi. E la vite tollera in genere una defogliazione fino al 30% senza perdita di produzione, secondo il servizio fitosanitario ticinese, quindi non ogni foglia rosicchiata è un intervento.

Se leggi questo articolo a fine ottobre, la stagione degli adulti è chiusa: ora il lavoro si fa sul terreno, dove le larve passano l’inverno.

Come si riconosce, e da cosa la distingui

L’adulto è lungo circa un centimetro, con il torace verde metallico e le elitre color rame. Il carattere decisivo sono i ciuffi di peli bianchi sull’addome: cinque per lato, più due sull’ultimo segmento. Gli altri scarabeidi che gli somigliano non hanno questa disposizione.

Anche il danno si riconosce bene. Gli adulti mangiano la lamina fogliare e lasciano intatte le nervature: la foglia resta come un merletto. Le larve, nel terreno, mangiano le radici dei prati. Fra le piante preferite ci sono vite, nocciolo, rosa, tiglio, mirtillo, rovo, ciliegio e soia.

Le zone: cosa cambia dove sei

Il regolamento europeo (UE) 2023/1584 definisce l’area delimitata in due parti. Fuori da quell’area non c’è una terza zona europea: c’è il resto del territorio, dove vale la sorveglianza.

Zona Cosa significa Cosa comporta
Infestata presenza confermata ufficialmente, più una fascia di almeno 3 km attorno misure di contenimento, divieti di spostamento di terreno e residui vegetali durante il volo, condizioni per le piante in uscita
Cuscinetto fascia di almeno 15 km oltre i confini della zona infestata sorveglianza con ispezioni visive e controlli sui vivai
Fuori dall’area delimitata nessuna presenza accertata indagini del servizio fitosanitario e segnalazione di ogni sospetto

In Italia le regioni applicano questi confini a comuni interi. L’Emilia-Romagna, con la determinazione 6152 del 30 marzo 2026, ha ampliato la zona infestata a nove comuni piacentini (fra cui Piacenza, Calendasco e Castel San Giovanni) e ha esteso la zona cuscinetto ad altri comuni di Piacenza e Parma. La Lombardia ha aggiornato la propria delimitazione con il decreto del 25 novembre 2025, e il Piemonte ha avviato per il 2026 un piano con circa 1.200 trappole «attira e uccidi», coordinato con le regioni vicine.

La mappa si sposta ogni anno: quella di due stagioni fa non descrive più dove sei. Si controlla sul sito del servizio fitosanitario della tua regione, non a memoria.

Gli obblighi, in concreto

  • Nella zona infestata, durante il volo degli adulti: è vietato portare fuori zona residui vegetali non trattati (salvo in veicoli chiusi, con deposito e compostaggio al chiuso fuori area) e il terreno superficiale o il substrato di coltivazione, a meno che non siano stati trattati.
  • Per i vivai nell’area delimitata: controllo ufficiale almeno una volta l’anno fra giugno e agosto, almeno due controlli aziendali nello stesso periodo (anche sulle piante spontanee entro dieci metri dal confine) e comunicazione immediata al servizio fitosanitario se compaiono adulti. Chi non rispetta le regole rischia il blocco della movimentazione.
  • Per le piante in uscita dall’area: valgono le condizioni del regolamento (UE) 2019/2072.
  • Per tutti: un sospetto va segnalato subito al servizio fitosanitario regionale, con foto, data e luogo.

Perché ai privati le trappole sono sconsigliate

È il punto che fa più danni fatti in buona fede.

Le trappole a feromone e attrattivo floreale funzionano: catturano. Il problema è il raggio d’azione. L’attrattivo richiama adulti da lontano e una parte non entra nella trappola, ma si ferma sulla vegetazione attorno. Su una superficie ampia, con una rete progettata, il bilancio è positivo. In un giardino o in un orto si rovescia: hai portato più insetti di quanti ne hai tolti, e li hai portati sulle tue piante. Per questo le indicazioni regionali sono nette: niente trappole in orti e giardini privati.

Le trappole dei piani ufficiali sono un’altra cosa. In zona infestata funzionano come cattura massale, in numero e posizioni scelti dal servizio fitosanitario, e per il 2026 l’Emilia-Romagna ci ha affiancato alcune trappole «attira e uccidi» per misurarne l’efficacia. Non vanno spostate né manomesse.

Se hai un giardino o un piccolo frutteto: niente trappole. Controllo visivo, raccolta manuale degli adulti al mattino presto, quando si muovono meno, e segnalazione al servizio fitosanitario.

Monitorare: tre modi, e servono tutti e tre

  1. Trappole. Dicono quando arrivano gli adulti e come sale la curva. Solo in azienda, ai bordi e lontane dalle colture da proteggere, mai in mezzo.
  2. Rilievo visivo. Conta gli adulti su un numero fisso di piante, sempre le stesse, sempre alla stessa ora. È l’unico dato che descrive cosa succede sulla tua coltura. Gli adulti mangiano soprattutto con aria fra 21 e 35 °C e umidità sopra il 60%, e quasi per niente quando piove.
  3. Campioni di terreno. Si prelevano nei prati e nelle interfila vicini ai punti con più catture, per contare le larve. Dicono se l’anno prossimo la pressione salirà, ed è l’unico dei tre che guarda avanti.

Il ciclo è di una generazione all’anno: adulti in volo da giugno a settembre, con la maggiore presenza a metà luglio; uova deposte sotto il cotico erboso, in genere nei prati umidi; larve che passano l’inverno a 10-25 cm di profondità e risalgono in primavera, prima di impuparsi.

Cosa fare in campo

Nella finestra degli adulti, da giugno a settembre:

  • reti antinsetto dove la coltura le consente, chiuse prima dell’arrivo;
  • con pochi adulti, raccolta manuale o trattamenti localizzati ad azione abbattente, con prodotti registrati per la coltura;
  • interventi chimici solo al superamento della soglia, non a calendario, e mai con api in volo.

Sul terreno, dove si decide l’anno dopo:

  • contro le larve, funghi e nematodi entomopatogeni (nei tappeti erbosi, rispettando le condizioni d’uso indicate in etichetta);
  • evitare l’irrigazione dei prati e delle interfila nel periodo estivo che precede la deposizione, perché le uova hanno bisogno di suolo umido;
  • lavorazioni primaverili e autunnali, dove la coltura le consente: riducono la sopravvivenza degli stadi giovani.

Sulla soglia della vite, il dato che risparmia interventi: fino al 30% del volume fogliare definitivo, in genere, la produzione non ne risente. La soglia può cambiare con il vigore della pianta, la varietà e i danni ripetuti negli anni. Conviene contare l’area asportata prima di trattare, non dopo.

Dove entra la lettura della pianta

Un sensore nel fusto non conta i coleotteri: lo fanno le trappole e l’occhio.

Ma la gestione dell’acqua in estate è insieme la leva sulle uova nel terreno e la leva sulla qualità del frutto. Ridurre l’umidità dell’interfila senza mandare la pianta in stress richiede di sapere quanta acqua sta davvero usando, non quanta ne hai data. La pianta lo dice prima: il flusso di linfa cala giorni prima che la chioma lo mostri.

Il sensore Plantvoice legge in continuo flusso e salinità della linfa nel fusto e li traduce in un’indicazione sola: irrigare adesso o aspettare. Vedi come rilevare lo stress prima dei sintomi e come funziona il sensore di flusso della linfa.

Domande frequenti

Come si riconosce la Popillia japonica? Adulto di circa un centimetro, torace verde metallico ed elitre color rame, con cinque ciuffi di peli bianchi per lato dell’addome più due sull’ultimo segmento. Il danno è la foglia scheletrizzata con le nervature intatte.

Le trappole per Popillia japonica funzionano? In azienda sì, se posizionate ai bordi e progettate come rete. In giardino o in orto sono sconsigliate: l’attrattivo richiama più adulti di quanti la trappola ne catturi, e quelli in eccesso si fermano sulle piante vicine.

Quanta defogliazione tollera la vite? In genere fino al 30% del volume fogliare definitivo senza perdita di produzione, con variazioni legate a vigore, varietà e danni ripetuti. Contare l’area asportata prima di decidere evita trattamenti che non cambiano il risultato.

Cosa devo fare se la trovo fuori dall’area delimitata? Segnalarla subito al servizio fitosanitario regionale, con foto, data e luogo. È un organismo nocivo prioritario per l’Unione europea e le segnalazioni servono a definire le zone delimitate.

Quando sono in volo gli adulti di Popillia japonica? Da giugno a settembre, con la maggiore presenza a metà luglio. Le larve si sviluppano nel terreno, passano l’inverno a 10-25 cm di profondità e risalgono in primavera.


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