Il tema degli afidi preoccupa molto chi si occupa di agricoltura. Perciò, risulta essenziale controllare e monitorare con una certa frequenza tutte le coltivazioni, con lo scopo di prevenire e contrastare il problema. Gli afidi sono responsabili del danneggiamento e dell’indebolimento della pianta.
In questo articolo spiegheremo come riconoscerli, cosa li causa e quali tecniche adottare per proteggere le nostre piante.
Cosa sono gli afidi?
Gli afidi, noti anche come “pidocchi delle piante”, sono insetti dal corpo molle e di piccole dimensioni, con o senza ali. Questi parassiti danneggiano la pianta in quanto sono in grado di succhiare la linfa dai tessuti vegetali. Ciò avviene perché dotati di una saliva specifica che porta alla formazione di malformazioni sulle piante.
È importante sapere che esistono diverse specie di afidi, distinguibili in base al colore:
- Gli afidi neri, diffusi principalmente su ortaggi e legumi, ma anche alberi da frutto e bietole.
- Gli afidi verdi, comuni specialmente in Italia, colpiscono alberi da frutto, ortaggi e rose (soprattutto germogli teneri, cime e giovani foglie).
- Meno frequenti sono gli afidi bianchi e grigi.
Questi parassiti proliferano grazie a temperature calde e miti (in una fascia compresa tra 18 e 26 °C), e prediligono ambienti secchi. Per questo motivo è importante tenere a mente che, quando il clima diventa più fresco e piovoso la loro attività si riduce, e la pianta risulta meno esposta agli attacchi. Anche una concimazione eccessivamente ricca di azoto può causare l’arrivo degli afidi. La sovrabbondanza di questo elemento minerale aumenta la vigoria della pianta con produzione di giovani rami che vengono maggiormente attaccati. In secondo luogo, l’eccesso di azoto favorisce una crescita vegetativa squilibrata, a scapito di fiori e frutti.
Questi insetti sono vettori di diverse malattie che possono colpire le piante, come la “tristezza degli agrumi”, che colpisce l’arancio, e sono anche la causa principale di varie patologie che possono danneggiare il melograno.
Come riconoscere gli afidi sulle piante
Sono molteplici i segnali che indicano la presenza di afidi sulle piante. Tra questi, l’aspetto delle foglie è l’indicatore più evidente. Quando questi insetti iniziano a nutrirsi della linfa, le foglie tendono a ripiegarsi, arricciarsi o deformarsi. Ciò dipende dalle punture degli afidi, le quali alterano la regolare circolazione della linfa, indebolendo progressivamente la pianta.
Un altro indicatore è la melata. Gli afidi espellono una sostanza appiccicosa chiamata, appunto, melata. Si tratta di una secrezione zuccherina composta dai loro prodotti di scarto. Questa si deposita quindi sulle foglie e sui rami della pianta, ed essi diventano appiccicosi e lucidi. La melata, inoltre, crea l’ambiente ideale per lo sviluppo della fumaggine, un fungo di colore nero che si deposita sulle foglie. Questo strato limita la fotosintesi e peggiora ulteriormente le condizioni della pianta. La fumaggine, nota anche come muffa fuligginosa, è anche tra le principali malattie delle piante aromatiche.
Il terzo indicatore fa riferimento alla crescita rallentata della pianta, che avviene poiché gli afidi la privano di risorse vitali. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle piante giovani.
A questi segnali, si aggiunge la possibilità di riconoscere questi parassiti succhiatori tramite le colonie che formano sulla pianta. Come descritto in precedenza, si vedono piccoli insetti di colore verde, nero, bianco o grigio, la cui presenza in gran numero indica un’infestazione ormai avanzata e richiede un intervento immediato.
Inoltre, vi è una relazione simbiotica tra presenza di afidi e di formiche: queste utilizzano la linfa prodotta dagli afidi e in cambio difendono le loro uova. Si costituiscono, pertanto, allevamenti di insetti che aggravano l’infestazione delle nostre piante.
Perché è importante evitare i pesticidi chimici
L’utilizzo di sostanze chimiche è nocivo per l’ambiente, in quanto tossiche sia da un punto di vista ecologico che umano. Difatti, nel primo caso si danneggia severamente l’ambiente, in più elementi: suolo, falda acquifera, aria. Nel secondo caso, si pensi agli esseri umani che in futuro si nutriranno di frutta e verdura coltivata in quei terreni, che sarà, quindi, contaminata.
La scelta di utilizzare pesticidi chimici è negativa anche perché fatale per organismi utili come coccinelle, sirfidi, api. I primi due si nutrono di afidi, mentre le api sono indispensabili per l’impollinazione delle piante; perciò, sarebbe fortemente raccomandato tenerli in vita. Possiamo pertanto definirli “alleati naturali” della pianta. Infine, da tenere in considerazione è il rischio di resistenza degli afidi ai principi attivi dei pesticidi.
Strategie di prevenzione e lotta agli afidi
Vi sono diversi metodi per contrastare la formazione degli afidi sulle nostre piante. Ad esempio, aumentare il numero dei loro predatori naturali: coccinelle, vespe parassitoidi, crisopidi e api. Per proteggerli, è indispensabile identificarli correttamente:
- La coccinella adulta è semplice da individuare, tuttavia le sue larve no, quindi, spesso non vengono riconosciute e rischiano di essere eliminate. Sia gli adulti che le larve si nutrono di questi parassiti: una sola coccinella può mangiare decine di afidi al giorno. Le coccinelle sono inoltre adattabili a diversi tipi di colture e ambienti, e possono essere acquistate facilmente e rilasciate direttamente nelle zone colpite. Dopo l’introduzione iniziale, spesso riescono a mantenere da sole l’equilibrio tra prede e predatori.
- I sirfidi possono confondere, dato che il loro aspetto è simile a quello delle vespe, ma sono in realtà piccole mosche innocue e fondamentali contro gli afidi.
- Le vespe parassitoidi sono piccoli insetti, denominati “parassitoidi” perché depongono le uova all’interno insetti nocivi. Le loro larve crescono all’interno dell’insetto ospite, uccidendolo. Sono insetti molto selettivi: colpiscono solo gli afidi, senza danneggiare altre specie. La loro azione è semplice ed efficace: depongono le uova all’interno degli afidi e le larve, crescendo, li eliminano. In questo modo si ottiene un controllo costante delle popolazioni di afidi.
- Le larve dei crisopidi conosciuti anche come “leoni degli afidi”, sono un incrocio tra una forficula e la larva di una coccinella. Entrambe hanno mandibole ben sviluppate e un addome allungato e leggermente spinoso. Possono mangiare fino a 200 afidi al giorno, contribuendo a ridurre rapidamente le infestazioni senza danneggiare l’ambiente. Un altro aspetto positivo è che attaccano anche acari, cocciniglie e uova di altri parassiti, offrendo così una protezione più ampia alle colture.
Risulta quindi fondamentale favorire la biodiversità, perché più l’ambiente è diversificato, più è alta la probabilità che vi siano predatori naturali degli afidi.
Oltre a ciò, la concimazione equilibrata, senza eccesso di azoto, è sicuramente una strategia di prevenzione efficace contro gli afidi.
Un’alternativa è anche l’uso di estratti naturali come il macerato di ortica, il sapone molle potassico o l’olio di neem, che sono utilizzati come insetticidi e repellenti naturali per difendere le piante dagli insetti nocivi, tra cui gli afidi.
Infine, i metodi di controllo biologico risultano sicuramente molti efficaci. Tra questi, ricordiamo le trappole cromotropiche.
Tutte queste pratiche, unite a un monitoraggio costante della salute delle piante, sono fondamentali per prevenire la formazione di afidi.
Il ruolo della tecnologia: Plantvoice per monitorare le piante
In virtù delle osservazioni sopra elencate, il monitoraggio costante risulta una strategia indispensabile, sia per attuare una prevenzione efficace, sia per intervenire in tempi brevi ad eliminare afidi e altri insetti nocivi.
In quest’ottica, Plantvoice costituisce un alleato più che strategico: la sua tecnologia è ideata per individuare ciò che la pianta necessita. Si tratta di un dispositivo fitocompatibile, dalle dimensioni di uno stuzzicadenti, che viene posto all’interno del fusto della pianta. Dopodiché, il sistema fornisce i dati dell’indagine. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia che monitora lo stato di salute generale della pianta. È stata brevettata in Italia, Europa, Stati Uniti e in tutti i principali mercati internazionali.
FAQ – Domande frequenti sugli afidi
- Perché gli afidi preferiscono attaccare alcune piante rispetto ad altre?
Gli afidi preferiscono piante giovani e in crescita, ricche di azoto, come germogli teneri e foglie fresche. Alcune piante emettono sostanze chimiche che li attraggono, mentre le condizioni di temperatura mite e ambiente secco favoriscono la loro proliferazione.
- Come posso capire se la pianta ha un’infestazione di afidi?
I segnali principali sono: foglie arricciate o deformate, presenza di melata appiccicosa e formazione di fumaggine nera, crescita rallentata e colonie di piccoli insetti colorati (verdi, neri, bianchi o grigi). Anche la presenza di formiche può rappresentare un indicatore.
- Perché è sconsigliato usare pesticidi chimici contro gli afidi?
I pesticidi chimici danneggiano l’ambiente (suolo, aria, acque), contaminano gli alimenti e uccidono insetti utili come api, coccinelle e sirfidi, fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema. Inoltre gli afidi possono sviluppare resistenza ai principi attivi.
- Quali rimedi naturali si possono usare per eliminare gli afidi?
I rimedi più efficaci contro gli afidi sono:
- Macerato di ortica.
- Sapone molle potassico.
- Olio di neem.
Sono insetticidi naturali che rispettano l’ambiente e proteggono i predatori utili. Anche favorire la biodiversità e una concimazione equilibrata aiuta a prevenirne la comparsa.
- Come si utilizzano le trappole cromotropiche per controllare gli afidi?
Le trappole cromotropiche attirano gli afidi grazie ai colori vivaci, come il giallo, e li intrappolano su una superficie adesiva. Vanno posizionate vicino alle piante vulnerabili e bisogna monitorarle regolarmente per verificare l’infestazione. Sono un metodo semplice ed efficace per tenere sotto controllo gli afidi senza pesticidi.
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