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Malattie dell’ulivo [olivo]: come risolverle?

malattia ulivo 1

Sebbene l’ulivo sia considerata una pianta resistente e in grado di durare nel tempo anche a condizioni piuttosto impervie, non è certo possibile escludere che possa essere interessata da malattie dell’ulivo (olivo) in grado di mettere a serio rischio la produzione e la sostenibilità stessa della pianta.

Ecco perché, in questa guida, abbiamo voluto fare il punto su quali siano le caratteristiche delle principali patologie di cui l’ulivo può soffrire, soffermandoci poi sulle specificità delle malattie batteriche e di quelle fungine, e infine introducendo un’innovazione tecnologica che farà la differenza tra un uliveto forte e in salute, e uno povero e improduttivo.

Le malattie batteriche dell’ulivo o olivo

Cominciamo questo nostro approfondimento sulle malattie dell’ulivo con le patologie di origine batterica. Purtroppo, di questa gamma di malattie dell’ulivo si è parlato molto spesso nel corso degli ultimi anni, con la Xylella che è salita alla ribalta della cronaca per aver falcidiato ampi uliveti in Puglia, e non solo.

Non è questo, però, l’unico batterio che può mettere a serio rischio la sostenibilità della propria coltivazione agricola.

Rogna

Ancora più frequente della Xylella è infatti la rogna, una delle malattie più frequenti dell’ulivo. Causata da un batterio in grado di penetrare nella pianta tramite le ferite, è spesso favorita dalla mosca dell’ulivo, soprattutto se vi sono condizioni di spiccata umidità.

Riconoscere la rogna non è difficile: i primi sintomi si manifestano infatti con i tipici ingrossamenti verdi, molli e lisci sui giovani germogli, sui piccioli, sui tronchi e sulle radici. I segni della rogna tendono poi a imbrunirsi e, quindi, a sfaldarsi. Sulle olive, invece, la rogna manifesta segni come delle tacche scure o delle escrescenze.

Se non si interviene in tempo, la rogna dell’ulivo può determinare gravi danni: i rami possono infatti disseccare e morire, mentre negli apici possono formarsi gemme latenti. Con il passare del tempo, la pianta d’ulivo rallenta il suo sviluppo e diventa improduttiva.

Per scongiurare le conseguenze più nocive, è bene intervenire pulendo attentamente tutti gli attrezzi utilizzati sulla pianta e intervenire con potature limitate, che non provochino ferite estese: è da esse, infatti, che il batterio può propagarsi. È inoltre buona abitudine eliminare tempestivamente le parti di piante malate. A scopo preventivo, si può usare del rame sulle ferite da potatura e installare delle trappole per la mosca dell’olivo.

Xylella

Torniamo dunque a parlare di Xylella, un batterio che ha purtroppo riguardato tantissimi agricoltori pugliesi, e non solo. il problema si manifesta inizialmente con un disseccamento degli apici fogliari, per poi passare ad attaccare le branche principali della pianta, determinandone la morte.

Il batterio, di tipo Gram negativo, vive e si riproduce dentro i vasi xilematici, che consentono il circolo di acqua e sali minerali all’interno della pianta di oliva.

Purtroppo, contrastare la Xylella è molto difficile: il batterio ha infatti diverse piante ospiti come il mandorlo e l’oleandro, e molte sono spontanee. Per quanto concerne il vettore, è stato da tempo identificato nella Philaenus spumarius, o sputacchina media, un insetto che punge la pianta favorendo la propagazione dell’infezione.

ulivo pianta 1

Curiosità: Olivo o Ulivo? Scopri la Differenza tra i Due Termini

Quando si parla di questa pianta iconica del Mediterraneo, spesso sorge un dubbio linguistico: si dice olivo o ulivo? Entrambi i termini sono corretti, ma hanno sfumature diverse che vale la pena approfondire.

Origine e Uso dei Termini

La parola "olivo" deriva dal latino olivum e viene utilizzata prevalentemente in ambiti tecnici, botanici e agricoli. È il termine più diffuso nei testi scientifici e nelle pubblicazioni specializzate.

La variante "ulivo", invece, è un adattamento più recente e deriva dalla forma latina popolare olivum trasformata nel tempo dall’evoluzione della lingua italiana. Questo termine è più comune nel linguaggio quotidiano e letterario, evocando spesso un’immagine più poetica e simbolica della pianta.

Le malattie fungine dell’olivo

Di fianco alle malattie batteriche dell’ulivo, occorre prendere altresì in considerazione la ricca gamma di patologie di natura fungina.

Le malattie derivate dai funghi, infatti, sono molto diffuse e, purtroppo, sono spesso in grado di determinare dei danni irrimediabili alle piante. Anche in questo caso, può essere utile riassumere in brevità quali siano le caratteristiche di ciascuna delle principali ipotesi, in ordine alfabetico.

Antracnosi

L’antracnosi è una malattia fungina determinata dal ruolo dell’agente Gloeosporium olivae, che infetta la pianta durante la stagione autunnale. I segni più evidenti della malattia sono costituiti dalla presenza di tacche infossate scure, con alone bianco, in corrispondenza delle lenticelle delle olive. Le tacche possono interessare anche l’intera drupa.

Durante la successiva stagione invernale la malattia sfocia con la comparsa di macchie sulle foglie, tonde, bianche e infossate. Sui rami invece compaiono delle macchie ocra, depresse, con un sintomo che manifesta l’evoluzione avanzata della patologia.

Per quanto concerne i rimedi, è bene rimuovere i rami attaccati e i frutti colpiti, ripulendo poi attentamente tutti gli attrezzi. Sono ritenuti generalmente efficaci anche i trattamenti effettuati con il rame.

Brusca parassitaria

Rientra nella categoria delle malattie fungine anche la brusca parassitaria, determinata dall’agente patogeno Stictsi panizzei. La malattia ha come primo elemento di riconoscimento la presenza di macchie di colore rosso mattone sulle foglie di ulivo, che successivamente assumono un colore bruno, con leggera depressione nella pagina inferiore, soprattutto durante l’autunno, se caldo e umido.

Se la malattia non viene intercettata e affrontata prontamente, la successiva fase evolutiva si caratterizza per la caduta delle foglie e per la perdita di produttività dell’ulivo.

Per quanto riguarda i principali rimedi, sono sempre indicati i trattamenti a base di rame.

Cercosporiosi

La terza malattia fungina della quale ci occupiamo è la cercosporiosi, determinata dal fungo Cercospora cladosporiodes.

I primi sintomi della patologia si trovano nella parte inferiore delle foglie della pianta di ulivo, dove compaiono macchie scure, dalla consistenza vellutata. Nella parte superiore delle foglie compariranno invece zone scure, clorotiche. Nella seconda fase della malattia segue la caduta delle foglie.

Per difendersi dalla cercospora, soprattutto negli ambienti umidi, in cui la malattia può manifestarsi con maggiore frequenza, è bene utilizzare trattamenti a base di rame, nel periodo autunno – invernale.

Fumaggine

La fumaggine è una delle malattie dell’ulivo più conosciute e fronteggiate dagli agricoltori. Determinata da agenti patogeni fungini come quelli appartenenti ai generi Capnodium, Pleosphaeria, Ceratocarpia, Peyronellea, Aureobasidium, Cladosporium, Alternaria, si manifesta coprendo foglie, germogli, rami e drupe di olivo con un rivestimento di colore scuro e di consistenza fuligginosa, da cui deriva il nome comune della malattia.

In realtà, la sostanza non è altro che il micelio e i corpi fruttiferi dei funghi che finiranno con l’avvolgere le parti della pianta colpite dalla patologia, organismi polifagi che si nutrono della melata prodotta dalla pianta in seguito ad attacchi di afidi. Il danno determinato dalla fumaggine alle piante di olivo è indiretto: non c’è una vera e propria aggressione, ma la formazione della crosta impedisce gli scambi gassosi e l’attività di fotosintesi, determinando cali di produzione e, nei casi più gravi, la morte della pianta.

Considerato che la malattia è favorita dagli insetti come gli afidi e le cocciniglie, la cura non può che riguardare il contrasto a questi parassiti.

Lebbra delle olive

Tra le altre condizioni patologiche fungine citiamo anche la lebbra dell’olivo, una malattia riconoscibile quando sul frutto compare una tacca tonda e infossata di colore bruno-nerastro. Con il passare del tempo l’oliva che è colpita dalla lebbra si secca. L’olio contenuto al suo interno si fa acido e torbido. Le foglie non sono generalmente interessate da questa condizione, ma quando la lebbra interessa anche il fogliame, lo fa facendo comparire delle macchie gialle, che precedono la caduta delle stesse foglie.

La malattia è favorita dal verificarsi di alcune condizioni come l’elevata umidità. Si può dunque cercare di prevenire la lebbra effettuando potature regolari che hanno come obiettivo quello di eliminare i ristagni di umidità. Inoltre, nel caso in cui si voglia incrementare il livello di efficacia delle azioni a contrasto, si può valutare l’adozione di metodi di irrigazione che evitino la bagnatura della chioma. Anche in questo scenario, dei trattamenti a base di rame, in autunno, possono essere funzionali a fronteggiare la malattia.

Micosi delle olive

La micosi delle olive è determinata dal fungo Sphaeropsis dalmatica, un agente patogeno che si manifesta di norma nelle piante che hanno già subito attacchi da parte delle mosche dell’olivo. La micosi delle olive si manifesta con la presenza di macchie necrotiche sul frutto, infossate, tonde, con bordo più chiaro in rilievo, e altre macchie di colore nero.

Per difendersi dalla malattia della micosi delle olive, l’azione di contrasto mira ad aggredire l’insetto che la provoca.

Occhio di pavone

L’occhio di pavone è un’altra malattia fungina che può colpire la pianta dell’ulivo. Prodotta dal fungo Spiloceae oleaginea, la malattia ha come sintomo più evidente la presenza di macchie circolare sulle foglie, più o meno estese, simile a dei piccoli occhi, soprattutto quando le macchie, nella seconda fase, si fanno di colore grigio e sono circondate da un alone giallo.

Gradualmente, la foglia tende a ingiallire e a cadere, sottraendo così della superficie utile per la fotosintesi della pianta e danneggiando la salute dell’intero ulivo.

Anche in questo caso, la migliore difesa contro questa malattia fungina è la prevenzione: i trattamenti a base di rame sono sempre consigliabili.

Septoriosi

Derivata dal fungo Septoria, la septoriosi è una malattia che provoca la comparsa di macchie chiare o brune nelle piante di olive già indebolite. Per prevenire e trattare questa patologia valgono le stesse regole già viste per le altre malattie fungine.

Malattie del tronco dell’ulivo - olivo

Nelle scorse righe abbiamo parlato in maniera diffusa delle malattie dell’ulivo, soffermandoci in particolar modo su quelle che causano prevalenti problemi al fogliame.

Possiamo qui occuparci anche delle malattie del tronco dell’ulivo, ovvero di quelle condizioni patologiche che colpiscono anche o soprattutto il tronco della pianta, ponendone a rischio la sopravvivenza.

Sebbene di alcune di queste abbiamo già accennato nelle scorse righe, giova riepilogarle in una tabella di pratica consultazione.

MalattiaSintomiCura
Rogna dell’olivoÈ una delle malattie batteriche più note del tronco dell’ulivo. Si manifesta con la formazione di tubercoli di varie dimensioni sul tronco, sui rami, e a volte su foglie e frutti. Il batterio responsabile della malattia può penetrare nella pianta a causa di ferite da potatura o danni atmosferici, compromettendo la circolazione della linfa e creando nuovi punti di ingresso per altri patogeni.La prevenzione della malattia si basa sulla scelta delle varietà di ulivo meno suscettibili, sulla disinfezione degli attrezzi di potatura e su trattamenti a base di rame.
Carie del legnoProvocata da diversi funghi lignivori, gli agenti hanno la capacità di degradare la lignina e la cellulosa, svuotando il tronco.Rimozione del legno infetto, proteggendo le ferite da potatura con mastici fungicidi e eliminando le condizioni di umidità eccessiva intorno al tronco.
VerticilliosiCausata dal fungo Verticillium dahliae, è una malattia molto pericolosa. L’infezione parte dalle radici, producendo tossine e impedendo il flusso della linfa. I rami e la chioma appassiscono. Le foglie si ingialliscono e cadono.Non ci sono trattamenti curativi una volta che la pianta è infetta. La gestione si basa dunque sulla prevenzione, usando piante esenti dal patogeno e varietà tolleranti, oltre che evitando l’impianto in terreni contaminati e mantenendo le piante in buono stato vegetativo per aumentarne la resistenza naturale.
Cocciniglia mezzo grano di pepeLa Saissetia oleae, o cocciniglia mezzo grano di pepe, è un insetto fitofago dell’ordine dei Rincoti che può infestare non solamente le foglie dell’ulivo, quanto anche il tronco e i rami. Le femmine adulte degli insetti responsabili della malattia, prive di ali e fissate alla pianta, depongono fino a 2000 uova che si schiudono e si diffondono sulla pianta.

Gli insetti in fase di sviluppo si nutrono succhiando la linfa dai tessuti vegetali sottraendo così energia alla pianta e causando ingiallimenti, deperimento vegetativo e riduzione della produzione. I danni indiretti, spesso più gravi, sono legati all’abbondante produzione di melata, una sostanza zuccherina escreta dall’insetto che ricopre le parti colpite riducendo la fotosintesi.

Per fronteggiare questa condizione è consigliabile adottare metodi agronomici come le potature per arieggiare la chioma, oltre a quelli biologici (favorendo predatori naturali come il coleottero Chilocorus bipustulatus e il parassitoide Metaphycus helvolus) e quelli chimici, con applicazione di oli minerali o insetticidi specifici.

 

FleotriboIl fleotribo o "punteruolo dell’olivo" (Phloeotribus scarabaeoides) è un coleottero scolitide particolarmente pericoloso, poiché in grado di scavare gallerie sotto la corteccia, sufficientemente ampie da compromettere la funzionalità vascolare della pianta.

I danni principali sono causati sia dalle citate gallerie di riproduzione scavate dagli adulti, sia dalle gallerie trofiche che gli adulti della nuova generazione scavano all’inserzione dei germogli dell’anno o alla base delle infiorescenze. Il risultato è un graduale disseccamento di rametti, germogli e infiorescenze, con conseguente riduzione della produzione. In caso di forti infestazioni, intere branche possono disseccarsi e le piante giovani possono anche morire.

Per gestire il problema si suole applicare un trattamento insetticida localizzato sui tronchi e sui rami principali durante il periodo di maggiore attività degli adulti.
Bostrico dell’olivoInfine, il bostrico dell’olivo, noto come Hylesinus oleiperda, altro coleottero simile al fleotribo ma con caratteristiche biologiche ed ecologiche distintive. Di dimensioni leggermente maggiori è una grave minaccia per la salute del tronco e dei rami dell’ulivo, specialmente in oliveti trascurati o in condizioni di stress.

Il bostrico predilige inoltre il legno più vecchio e di maggiore diametro, come il tronco e le branche principali, dove scava gallerie più profonde che possono raggiungere il legno. Il suo ciclo biologico prevede generalmente una sola generazione annuale. I danni principali sono causati dall’interruzione dei vasi linfatici e dalla conseguente compromissione del flusso della linfa.

Per fronteggiare la malattia ci si concentra di norma su misure preventive mantenendo le piante in buono stato vegetativo, effettuando potature corrette evitando tagli eccessivi, proteggendo le ferite di potatura con mastici specifici, e rimuovere prontamente i rami fortemente infestati. In caso di attacchi significativi, si applicano insetticidi localizzati sul tronco e sulle branche principali durante il periodo di sfarfallamento degli adulti.

L’ecosistema Plantvoice per il benessere delle piante

Considerata la pericolosità delle malattie dell’ulivo, soprattutto quando le patologie non sono prevenute e fronteggiate tempestivamente, diventa fondamentale dotare la propria coltivazione di un sistema di monitoraggio della salute delle piante che possa garantire un’analisi in tempo reale della linfa.

L’ecosistema Plantvoice è, in tale ambito, l’evoluzione tecnologica di maggiore rilievo nel settore: a differenza dei metodi tradizionali che osservano l’ambiente esterno, questo sistema brevettato internazionalmente opera direttamente dall’interno della pianta.

Il cuore di Plantvoice è infatti costituito da un dispositivo fitocompatibile minimamente invasivo che, inserito nel fusto, funziona come un "elettrocardiogramma vegetale", monitorando salinità e flussi linfatici. I dati raccolti vengono elaborati in cloud da un software basato su intelligenza artificiale.

L’approccio "sensoristica as-a-service" consente agli agricoltori di:

  • rilevare precocemente stress idrico, ottimizzando l’irrigazione
  • identificare l’insorgenza di patogeni fungini e batterici prima che si diffondano
  • verificare l’efficacia dei trattamenti agronomici in tempo reale

Grazie a Plantvoice, dunque, gli agricoltori possono massimizzare rese e qualità delle produzioni, utilizzando in modo ottimale risorse preziose come acqua, fertilizzanti e fitofarmaci, per un’agricoltura più sostenibile ed efficiente.

Per saperne di più, è possibile contattarci a questi recapiti.

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