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Flavescenza dorata: riconoscerla, obblighi e cosa fare

Filare di vigneto a fine estate con foglie di vite arrotolate e rosso-dorate tra foglie sane, colline sullo sfondo

Se in un filare vedi una vite con le foglie arrotolate verso il basso, gialle con riflessi dorati (uva bianca) o rosso vivo (uva nera), e i tralci molli che pendono, il sospetto è la flavescenza dorata. Contro questa malattia non esiste una cura: la pianta sintomatica si elimina e la cicalina che la diffonde si combatte con trattamenti obbligatori. Il lavoro di novembre è l’estirpo, che in Piemonte e in Veneto va fatto entro il 31 marzo.

Come si riconosce la flavescenza dorata

La flavescenza è un giallume della vite, causato da un fitoplasma che vive nel floema. I giallumi hanno sintomi simili e, come ricorda la scheda tecnica dell’Emilia-Romagna, si distinguono solo con l’analisi di laboratorio. A occhio hai un sospetto, non una diagnosi.

I segni da cercare:

  • Foglie: ingiallimento con riflessi dorati nei vitigni bianchi, arrossamento vivace in quelli neri, a volte solo su un settore della lamina. Nei vitigni più sensibili il bordo si ripiega e la foglia prende una forma a triangolo.
  • Tralci: non lignificano, restano gommosi e ripiegano verso terra, con un portamento piangente. Sulla corteccia possono comparire piccole pustole nere.
  • Grappoli: i fiori abortiscono, gli acini si raggrinziscono o si disidratano, e a raccolta il grappolo può essere quasi spoglio.
  • Quando: i sintomi compaiono nel caldo estivo e restano fino a ottobre. Di solito si manifestano nell’anno successivo a quello dell’infezione.

Le piante colpite spiccano rispetto alle sane, quindi basta un giro del vigneto fra agosto e ottobre per individuarle.

Il vettore: Scaphoideus titanus

La malattia passa da una vite all’altra con una cicalina, Scaphoideus titanus, lo scafoideo. Vive solo sulla vite e fa una generazione all’anno. Il ciclo spiega perché i trattamenti cadono in giugno:

  1. Uova: svernano sotto la corteccia del legno di due anni o più.
  2. Giovani: le uova schiudono dalla seconda decade di maggio, con un picco verso metà mese, e le neanidi si trovano soprattutto sotto le foglie dei polloni. Hanno due macchie nere simmetriche sull’ultimo segmento dell’addome e saltano se disturbate.
  3. Adulti: da fine giugno-inizio luglio fino a ottobre. Sono lo stadio più pericoloso perché volano: di solito restano entro 30 metri, ma possono arrivare a 300 e oltre.
  4. Trasmissione: l’insetto prende il fitoplasma da una vite infetta e dopo circa 30 giorni può trasmetterlo. Poi resta infettivo per tutta la vita, ma non lo passa alle uova.

Il fitoplasma non si trasmette con le forbici da potatura né con i residui lasciati a terra. Le uova invece stanno nel legno vecchio, ed è lì che si interviene.

Flavescenza dorata e legno nero: la differenza

La flavescenza è causata dal fitoplasma della flavescenza dorata ed è trasmessa da Scaphoideus titanus. Il legno nero è causato da un altro fitoplasma, Candidatus Phytoplasma solani, e il suo vettore è un’altra cicalina, Hyalesthes obsoletus. I sintomi sono quasi gli stessi, quindi le separa solo il laboratorio.

Per te cambia questo: la flavescenza è considerata la più pericolosa fra i giallumi, perché fortemente epidemica, ed è un organismo da quarantena. Per questo è l’unica delle due con misure obbligatorie e sanzioni. In Piemonte, davanti a una pianta con sintomi, si interviene senza aspettare la conferma di laboratorio.

Gli obblighi: cosa dice la legge nel 2026

  • La flavescenza dorata è un organismo nocivo da quarantena presente nell’Unione europea (Reg. UE 2019/2072, Allegato II, parte B).
  • Il decreto ministeriale del 31 maggio 2000 sulla lotta obbligatoria è stato abrogato dal D.M. 6 giugno 2023. Oggi vale l’Ordinanza n. 4 del 22 giugno 2023 del Servizio Fitosanitario Centrale.
  • L’Ordinanza fissa le misure di emergenza, ma sono le Regioni a definire le aree delimitate e i dettagli. Per questo cambia da un territorio all’altro, e cambia ogni anno.
Piemonte Veneto
Atto 2026 Determina 280 del 16 marzo Decreto 13645 del 14 maggio
Dove si applica comuni dell’area delimitata (elenco in allegato) area delimitata confermata; vigneti abbandonati e viti selvatiche su tutto il territorio
Piante sintomatiche eliminare la vegetazione o capitozzare, senza analisi di conferma; estirpo entro la ripresa vegetativa e comunque entro il 31 marzo eliminare i ceppi sintomatici; capitozzatura solo transitoria; estirpo entro il 31 marzo successivo
Vigneto molto colpito estirpo obbligatorio oltre il 20% di piante sintomatiche estirpo completo oltre il 20% di piante sintomatiche
Trattamenti integrato due, di cui il primo con insetticida sistemico e il secondo abbattente; uno solo se vettore scarso e piante sintomatiche assenti due con sostanze di sintesi, tre con sostanze non di sintesi
Trattamenti biologico tre; due se vettore scarso e nessun sintomo tre
Date indicate nei bollettini regionali; mai in fioritura indicate nei bollettini settimanali della Regione

Emilia-Romagna: la scheda tecnica regionale (maggio 2025) prevede l’estirpo di tutte le piante sintomatiche nell’area delimitata, senza analisi di conferma, e i trattamenti contro lo scafoideo su tutte le aree vitate. L’atto 2026 va letto sul sito del Servizio fitosanitario regionale. Nelle altre Regioni valgono i loro atti: non c’è un obbligo unico italiano.

Gli atti si rinnovano ogni primavera: questi sono i 2026, e prima della stagione 2027 vanno riletti.

Chi è obbligato. In Veneto l’obbligo vale per ogni proprietario o conduttore di viti a qualunque titolo, professionale e non. In Piemonte le misure valgono anche per i conduttori hobbisti. Il filare dietro casa conta quanto un’azienda.

Cosa si rischia. In Veneto la sanzione va da 1.000 a 6.000 euro (art. 55, comma 15, D.Lgs. 19/2021), con possibile sospensione dei contributi agricoli e limiti alla potenzialità produttiva delle superfici. In Piemonte l’unità vitata inadempiente può essere bloccata sul fascicolo aziendale, e senza sblocco non puoi presentare la dichiarazione di vendemmia.

Cosa fare adesso, a novembre

La stagione dei trattamenti 2026 è chiusa. Ora lavorano i ceppi e il legno:

  1. Segna e togli le viti sintomatiche che hai visto fra agosto e ottobre. Estirpa il ceppo e le radici, e allontana i ceppi dal vigneto.
  2. Elimina la vite inselvatichita su bordi, incolti, rive, boschi vicini: lì stanno le uova e il fitoplasma.
  3. Rimuovi o tritura il legno di potatura di più di due anni, dove ci sono le uova dello scafoideo.
  4. Se hai un vigneto abbandonato: in Veneto le viti vanno estirpate, in Piemonte puoi riportarlo a condizioni normali di coltivazione oppure estirparlo. Lasciarlo com’è non è consentito.
  5. Per nuovi impianti: il Piemonte raccomanda barbatelle termotrattate (acqua calda a 50 °C per 45 minuti).

I trattamenti, per categoria

Qui conta l’etichetta, non il nome commerciale. I formulati usati nella lotta obbligatoria devono riportare in etichetta l’uso su vite contro scafoideo o cicaline, e vanno rispettate dosi e intervalli di sicurezza.

  • Vigneti in produzione integrata: un primo trattamento con un insetticida sistemico e un secondo con un insetticida abbattente della famiglia dei piretroidi, come indica il Piemonte.
  • Vigneti biologici: piretro naturale, sali potassici degli acidi grassi e azadiractina agiscono soprattutto sui giovani, per questo il Piemonte chiede di anticipare i trattamenti rispetto all’integrato e ripeterli ogni 7-10 giorni, indicativamente a giugno. Sulla differenza fra azadiractina registrata e olio di neem: olio di neem, a cosa serve e quando si può usare.
  • Fioritura: non si tratta con prodotti tossici per le api sulla vite in fiore né sul cotico erboso fiorito, se prima non lo hai sfalciato.
  • Registro: la tracciabilità dei trattamenti è obbligatoria, anche se non sei un’azienda.

Le date le fissa il Servizio fitosanitario in base alla schiusa delle uova, quindi cambiano da zona a zona.

Lettura della pianta

Il sensore Plantvoice non diagnostica la flavescenza: quella la fa il laboratorio. Legge flusso e salinità della linfa dentro il fusto e dice se irrigare adesso o aspettare. In un’annata siccitosa, sapere come sta l’acqua nella vite aiuta a escludere lo stress idrico quando le foglie cambiano colore. Abbiamo spiegato come rilevare lo stress prima dei sintomi e come funziona il sensore di flusso della linfa. Le altre patologie sono nella guida alle malattie della vite.

Domande frequenti

Come si riconosce la flavescenza dorata? Foglie arrotolate e ingiallite con riflessi dorati (uva bianca) o rosse (uva nera), tralci non lignificati e penduli, grappoli appassiti. I sintomi compaiono in estate e durano fino a ottobre. Per la certezza serve l’analisi di laboratorio.

La flavescenza dorata si cura? No. Per la pianta sintomatica non esiste una cura. Si eliminano le piante malate e si combatte la cicalina vettore, Scaphoideus titanus, con i trattamenti previsti dal Servizio fitosanitario.

La lotta alla flavescenza è obbligatoria? Sì, nelle aree delimitate dalle Regioni (in Emilia-Romagna i trattamenti riguardano tutte le aree vitate). Le regole le fissa ogni Regione con un atto annuale: in Piemonte la determina 280/2026, in Veneto il decreto 13645/2026.

Quando si estirpano le viti con flavescenza? Durante la stagione si elimina la vegetazione sintomatica o si capitozza la pianta. L’estirpo del ceppo va fatto nel riposo vegetativo, entro il 31 marzo in Piemonte e Veneto.

Qual è la differenza fra flavescenza dorata e legno nero? Hanno sintomi quasi uguali, ma agenti e vettori diversi: la flavescenza è trasmessa da Scaphoideus titanus ed è epidemica, il legno nero da Hyalesthes obsoletus. Solo l’analisi di laboratorio le distingue.


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